“Spettabile Formez …Voi tutti siete stati i suoi fratelli, figli, nipoti. Non c’è stato giorno in cui non abbia avuto, per voi e per il vostro futuro, un pensiero, una preoccupazione, una speranza”. Questo scriveva la famiglia di Angelo Raffaele Dinardo nel febbraio 2015, subito dopo la sua scomparsa.
Oggi, 10 anni dopo, Raffaele è qui con noi. Ogni volta che sentiamo viva la vocazione per il lavoro pubblico inteso come missione. Ogni volta che preferiamo la gentilezza, l’eleganza, la cultura rispetto ad ogni impulso negativo. Ogni volta che ci riscopriamo umili e capaci di imparare ogni giorno, perché l’amministrazione è soprattutto servizio al proprio Paese.
Ispettore scolastico, uomo del sindacato e delle istituzioni, presidente della Regione Basilicata, vicepresidente e consigliere di amministrazione del Formez. Impossibile dimenticare quell’uomo così dolce eppure deciso, determinato, inflessibile nel difendere le cause in cui credeva e che riguardavano sempre gli altri. L’uomo che nel suo commiato al Formez, due mesi prima di morire, usò la parola “amore”, e promise alla sua Basilicata di tornare per aiutarla a crescere nel segno della bellezza e del sapere. Perché, nell’era del virtuale, lui amava ispirare e sfogliare libri. Erano la sua passione e la sua linfa vitale. I libri, la scuola, la formazione, l’apprendimento. Per Raffaele, il vero regalo che si può fare alla gente è dargli istruzione e sapere. Perché solo in questi doni c’è la vera dignità dell’uomo. Il resto è elemosina.
Ricordiamo il vicepresidente e il gentiluomo Raffaele Dinardo con gratitudine e affetto, e lo stesso sentimento rivolgiamo alle sue figlie Elide, Michela e Filomena.