di LUCIO LUSSI*
Complessa e spesso discordante è la disciplina giuridica relativa alla fruizione dei permessi retribuiti per diritto allo studio, meglio noti come 150 ore.
La circolare n.12/2011 del Dipartimento della Funzione Pubblica ha precisato che non si ravvisano preclusioni di alcun genere alla fruizione dei permessi studio da parte dei dipendenti pubblici iscritti alle università telematiche. Pur confermando che la gestione dell’istituto spetta all’amministrazione presso cui il personale è in comando, il DFP sottolinea che “la fruizione risulta subordinata alla presentazione della documentazione relativa all’iscrizione e agli esami sostenuti, nonché all’attestazione della partecipazione personale del dipendente alle lezioni. In quest’ultimo caso i dipendenti iscritti alle università telematiche dovranno certificare l’avvenuto collegamento all’università telematica durante l’orario di lavoro”.
Per rafforzare l’interpretazione giuridica, la circolare della Funzione Pubblica evidenzia che “nell’ottica dell’efficienza dell’amministrazione, l’Unione Europea ha incoraggiato gli stati membri a sperimentare nuovi metodi e approcci di apprendimento che favorissero l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni nei sistemi di istruzione e formazione”.
Per favorire la formazione universitaria di lavoratori e disabili, già da tempo l’ordinamento italiano ha abilitato le università telematiche a rilasciare titoli accademici.
La specializzazione e la formazione dei dipendenti pubblici, inoltre, rientra da anni nelle priorità del Dipartimento della Funzione Pubblica, nell’ottica di una burocrazia snella, moderna, efficace e capace di fornire un servizio concreto al cittadino. A tal fine “è importante che – nei limiti del buon andamento e dell’efficienza dell’organizzazione – i dipendenti interessati siano messi nelle condizioni di seguire i corsi e di fruire delle agevolazioni che l’ordinamento prevede allo scopo”.
La circolare della Funzione Pubblica è intervenuta a fare chiarezza anche alla luce dei dubbi sollevati da un parere dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni. L’Aran, infatti, aveva precluso agli studenti delle università telematiche la fruizione dei permessi retribuiti, precisando che questi ultimi potevano essere concessi soltanto per i corsi di studio in concomitanza con l’orario di lavoro.
* Area Comunicazione e Servizi al cittadino - Formez PA