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Al via Riforma PA. Renzi: "15mila nuovi posti di lavoro"

Creato il:  16 Giugno 2014

Il governo ha dato il via libera alla riforma della PA che, tra diverse novità, avvia il "ricambio generazionale", permettendo di "creare 15 mila posti" per i giovani. A indicare i numeri della 'staffetta' è stato lo stesso premier Matteo Renzi al termine del Consiglio di Ministri del 13 giugno.

Il "faro" è una Pubblica Amministrazione che sia "più semplice e più digitale", che diventi "partner e non controparte di cittadini e imprese", ha sottolineato il ministro della PA e della Semplificazione, Marianna Madia.

Nel pacchetto approvato dal Consiglio dei Ministri ci sono anche le misure per la crescita, per "rilanciare competitività e investimenti", come sottolineato ancora dal premier: c'è il taglio del 10% delle bollette energetiche per le Pmi e la riduzione del 50% dei diritti camerali, ossia i diritti annuali che le imprese pagano alle Camere di commercio. Misure che  si traducono in "2 miliardi di tasse in meno" a carico delle imprese. Scatta così la 'fase 2', come ha evidenziato ancora il presidente del Consiglio, si passa dalle "promesse del passato ai fatti decisi di oggi'', spingendo sulle riforme.

Nel decreto legge di riforma della PA (approvato insieme al ddl delega) si conferma, a partire dal primo agosto, anche il dimezzamento dei distacchi e dei permessi sindacali per "razionalizzare" la spesa pubblica: "Non c'è una accanimento contro di loro", ha sottolineato Madia sostenendo che è invece un'altra risposta ad una domanda dei cittadini. Ai sindacati dice anche di non averli "esclusi" dal confronto, ma chiede loro di stare "con il cambiamento".

Tra le altre novità che riguardano il personale, si dà il via libera alla mobilità anche obbligatoria "fino a 50 chilometri, rispettando lo stipendio del lavoratore", ha precisato il ministro. I dirigenti saranno "di fatto licenziabili", quando restano privi di incarico per un certo periodo. Per la cosiddetta staffetta generazionale, i 15 mila posti per "svecchiare" la PA, si libereranno dall'abolizione del trattenimento in servizio, cioè la possibilità per i dipendenti pubblici di rimanere al lavoro per altri due anni oltre l'età della pensione e per cinque anni, dai 70 ai 75 anni, per i magistrati.

 

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Venerdì, 14 Luglio, 2017 - 18:37