“La Sicilia è la seconda Regione d’Italia con il più alto numero di bambini sovrappeso: quasi la metà della popolazione infantile è obesa o in sovrappeso”. Così il Dirigente Generale dell’Assessorato alla Sanità Antonietta Bullara ha introdotto i dati relativi all’educazione alimentare nell’Isola, durante l’incontro organizzato dall’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Catania, che si è svolto il 14 dicembre. “I bambini siciliani sono tra i più sedentari d’Italia - ha continuato Bullara - infatti, rispetto alla media nazionale del 48%, in Sicilia il 61% dei ragazzi trascorre oltre 2 ore davanti alla tv o ai videogiochi. Nello stesso tempo, solo il 22% delle scuole ha una mensa scolastica e, dei distributori automatici sparsi negli istituti, pochi erogano frutta o yogurt”.
Un quadro allarmante, che trova però risposte positive da parte delle istituzioni, attraverso progetti elaborati e sperimentati nel territorio della provincia di Catania. Tra questi, particolarmente importante è il progetto “Una rete istituzionale al servizio dell’Educazione alla Salute nelle scuole”, ideato dal direttore del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (Sian) dell’Asp Catania, Elena Alonzo, che è stato premiato a livello nazionale dal Formez quale Buona Pratica per Guadagnare Salute (per approfondimenti clicca qui), come spiegato dalla coordinatrice del progetto Stefania Pappalardo.
Il progetto dell’Azienda Sanitaria di Catania, realizzato presso il Comune di Adrano, che presto verrà ampliato a tutto la provincia, “ha creato un raccordo tra le differenti strutture pubbliche e di volontariato che a vario titolo si occupano di educazione alimentare - ha detto il Direttore Generale dell’ASP Giuseppe Calaciura (presente alla conferenza insieme al direttore sanitario Domenico Barbagallo) - con l'obiettivo di ottimizzare le risorse, creare sinergie e individuare percorsi di educazione nutrizionale e corretti stili di vita in grado di parlare alla popolazione scolastica con un linguaggio condiviso e di semplice comprensione”.
Le strutture che attualmente hanno aderito all’iniziativa sono: l’Asp (Sian, Educazione alla Salute, Presidio Ospedaliero di Biancavilla, Unità operativa di Igiene pubblica di Adrano e il distretto sanitario di Adrano), l’Ufficio scolastico provinciale (3 circoli didattici, 3 scuole medie e 2 scuole di istruzione secondaria) e il Comune di Adrano (Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste, pediatri e associazioni di volontariato). Su 330 progetti presentati, quello di Adrano è rientrato tra i primi 40 premiati quali esempi di buona pratica di prevenzione.
“Spesso le iniziative all’interno delle scuole non erano coordinate, con una conseguente scarsa efficacia di risultati - ha concluso Elena Alonzo - e proprio grazie alla logica intersettoriale abbiamo compiuto un’attenta analisi del contesto territoriale di riferimento e abbiamo creato un raccordo tra le differenti strutture per definire le competenze, affinché il percorso di educazione nutrizionale potesse essere univoco. L’anno prossimo, attraverso un follow up, riusciremo ad avere i primi risultati a conferma della validità di un progetto che mira a ridurre sovrappeso e obesità tra i giovani, per prevenire e 'guadagnare in salute' contro i rischi che potrebbero sorgere durante il percorso di crescita”.
Leggi il comunicato stampa dell'ASP Catania