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Fondo sociale europeo, i primi dati sull'occupazione creata nel periodo di programmazione Ue 2007-2013

Creato il:  14 Febbraio 2017

Nel periodo di programmazione europea 2007-2013 in Europa hanno trovato lavoro grazie al Fondo Sociale Europeo 9,4 milioni di cittadini, 8,7 milioni hanno ottenuto un diploma o una certificazione e, 13,7 milioni di persone hanno segnalato altri risultati positivi, come ad esempio un innalzamento del proprio livello di competenze.  

E' quanto emerge dalla relazione della Commissione europea per la valutazione degli investimenti effettuati nell'ambito del Fondo sociale europeo (FSE) nel periodo di programmazione 2007-2013, pubblicata il 5 gennaio scorso.

Secondo la valutazione, nel periodo 2007 e fino alla fine del 20014, il Fondo sociale europeo ha fornito un sostegno essenziale per quanto riguarda il funzionamento dei mercati del lavoro negli Stati membri, ha contribuito all'ammodernamento dei servizi per l'impiego, ha sostenuto i sistemi di istruzione e la pubblica amministrazione in generale e ha offerto sostegno ai gruppi sociali più svantaggiati.  In tal modo ha dato un impulso positivo al contesto imprenditoriale e alla creazione di società più inclusive. Il FSE ha avuto anche un impatto positivo sul PIL dell'UE-28 (+ 0,25 %) e sulla produttività, come dimostrano le simulazioni macroeconomiche.

Il Fondo sociale europeo risulta quindi essere lo strumento principale per investire nel capitale umano.  I partecipanti alle azioni FSE sono stati equamente ripartiti tra inattivi (36 %), occupati (33 %) e disoccupati (30 %). Tra i principali gruppi di destinatari figurano le persone scarsamente qualificate (40 %), i giovani (30 %) e le persone svantaggiate (almeno il 21 %). Le donne partecipanti alle azioni FSE sono state 51,2 milioni.

Grazie al FSE, gli Stati membri hanno beneficiato di consistenti risorse finanziarie supplementari che hanno permesso loro di affrontare sfide occupazionali e sociali, di raggiungere persone e definire strategie che altrimenti avrebbero difficilmente trovato un sostegno finanziario. Il FSE ha fornito più del 70 % delle risorse per le politiche attive del mercato del lavoro in Bulgaria, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Romania e Slovacchia e ha finanziato oltre il 5 % della spesa per l'istruzione e la formazione in Portogallo e nella Repubblica ceca. Ha inoltre ispirato nuove forme di collaborazione tra le parti interessate e ha sostenuto innovazioni locali e regionali adottate poi anche a livello nazionale.

La relazione sottolinea infine il ruolo del FSE nell'attenuazione degli effetti negativi della crisi. Grazie alla sua flessibilità, ha saputo rispondere con facilità alle sfide emergenti riorientando le azioni verso i gruppi maggiormente colpiti dalla crisi.

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Data pubblicazione: 
Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:29