di GIANNI AGNESA*
Gestire l'ambiente e le dinamiche naturali e antropiche del territorio, coniugare lo sviluppo economico con la necessità di preservare l'equilibrio ambientale, utilizzare le risorse della terra in modo che rimangano, in egual misura, disponibili per le generazioni future. Sono queste alcune delle sfide implicite nella nozione di sviluppo sostenibile, affermatasi a partire dalla prima conferenza internazionale sull'ambiente di Rio de Janeiro nel 1992. Nei processi di governo del territorio e di sviluppo, assumono un ruolo cardine i soggetti pubblici, in particolare quelli chiamati a gestire aree di grande rilevanza ambientale. In questa cornice, le Regioni italiane, titolari di importanti responsabilità in termini di preservazione di un immenso patrimonio, sono chiamate ad assumere una posizione di guida dei processi di sviluppo, rispettando il principio di sostenibilità.
Apprendendo da importanti esperienze internazionali, come il National Trust inglese o la Conservatorie du littoral francese, la Regione Autonoma della Sardegna, finora unica tra le Regioni italiane, si è dotata di un’Agenzia per l’acquisizione, la salvaguardia e la tutela degli ecosistemi costieri. Rientra nella missione della Conservatoria anche la gestione integrata delle aree di rilevanza paesaggistica e ambientale, in particolare se appartenenti al vasto patrimonio regionale.
Istituita nel 2007, la Conservatoria delle coste della Sardegna gestisce oggi: 19 torri costiere, alcune delle quali necessitano di importanti interventi di restauro; 15 siti dove sono presenti fari, semafori, torri, ex strutture militari o industriali di proprietà regionale, per i quali sono stati istituti dei programmi di valorizzazione.
Esemplare il caso di Chia dove nelle feritoie dell’imponente torre costiera del XVI secolo sono state installate delle vere e proprie finestre virtuali che raccontano la storia e le bellezze del territorio circostante. Ancora più innovativa e suggestiva la galleria d’arte a cielo aperto ‘Mangiabarche Gallery’, inaugurata il 9 Novembre 2012. Si tratta di un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea situato nella costa occidentale dell’isola di S. Antioco. L’edificio originale, costruito durante la Seconda Guerra Mondiale come batteria antinave e antiaerea, adattato a ristorante è stato poi abbandonato nel 2001. Trasferito alla Conservatoria delle coste nel 2010, il complesso è stato riconvertito all’uso pubblico, grazie alla collaborazione con il BeyondEntropy, una società inglese che sviluppa progetti di architettura, urbanistica e ricerca culturale valorizzando spazi di rilevante interesse, con una grande attenzione alle dimensioni ecologiche.
L’isola dell'Asinara costituisce uno straordinario laboratorio per l’attuazione di programmi di sviluppo sostenibile dopo anni di utilizzazione come isola carcere.
Grazie all'azione e il coordinamento della Conservatoria delle coste, sono stati definiti dei progetti innovativi che si coordinano con il Programma di gestione dell’Ente Parco (l’isola è un Parco Nazionale), l’Ente Foreste (chiamato a svolgere importanti interventi di ripristino della vegetazione) e il Comune di Porto Torres (nel cui territorio ricade l’area protetta).
Il 6 di dicembre scorso, nell’ambito del Progetto I’M- Innovation Manager Sardegna, affidato dalla Regione al Formez PA per sviluppare nuove competenze nel campo dell’innovazione di impresa e della PA, si è svolta una visita guidata che ha consentito di esaminare e valutare i processi in atto in questo importante sito di interesse naturale, culturale e naturalistico.
Grazie all’assistenza dei tecnici della Conservatoria delle Coste e delle guide del Parco, i giovani innovatori e un gruppo di esperti del Formez, hanno potuto verificare lo stato dei luoghi e le iniziative che consentiranno di migliorarne la fruibilità e di realizzare importanti attività economiche, migliorando al contempo il compromesso equilibrio naturale dopo 115 anni di utilizzazione penitenziaria. Attualmente sono circa 50.000 i visitatori, con picchi nei primi anni di attività di oltre 85.000 presenze.
Il Parco possiede anche una vasta area marina protetta, in cui si sperimentano progetti di rigenerazione ambientale e di salvaguardia di specie rare.
Sesta isola italiana per superficie (circa 51 Kmq) l'Asinara, ha uno sviluppo costiero di ben 110 km e presenta una geografia prevalentemente montuosa. Il suo rilievo più elevato è Punta della Scomunica (408 m s.l.m.). Vi sono anche delle piccole aree pianeggianti, presso Cala Reale e Fornelli, un tempo utilizzate per le coltivazioni dagli abitanti nativi dell'isola, prima della demanializzazione (1885) da parte dello Stato e del loro conseguente trasferimento nel nuovo abitato di Stintino, appositamente creato.
La vegetazione è fortemente degradata per via del pascolo eccessivo da parte di specie introdotte dall'uomo come capre, mufloni e cinghiali che si possono osservare in grandi branchi, liberi di circolare e visibili fin dal momento dello sbarco. Si nota un’esuberante presenza di euforbia che, in quanto tossica, non è oggetto del pascolo da parte degli animali. Attualmente l'Ente Parco, in collaborazione con l'Ente foreste della Sardegna, non senza problemi, sta provvedendo alla cattura e al trasferimento delle specie introdotte dall'uomo, al fine di consentire alla vegetazione di ricolonizzare il territorio.
Tra i progetti più interessanti della Conservatoria delle Coste l’avvio di sette nuove attività commerciali su stabili demaniali, la realizzazione di un centro lo svolgimento di attività subacquee nella località di Cala d’Oliva e l’organizzazione di un workshop internazionale di progettazione ambientale (2012) inserito nel programma Internazionale dell’ Architectural Association Visiting Schools.
Anche riguardo agli obiettivi del Progetto I’M - Innovation manager del Formez PA, l'Asinara si è dimostrato uno straordinario laboratorio di pianificazione territoriale che racchiude la complessità dell'intera regione del Mediterraneo. L'Asinara -hanno detto i tecnici della Conservatoria delle Coste della Sardegna- è un esempio della crisi e delle potenzialità delle regioni costiere: zone industriali in disarmo, inquinamento, plessi militari in disuso, parchi naturali, aree produttive, zone turistiche deserte nei periodi invernali e sovraffollate in estate.
L’agenzia Conservatoria delle Coste attraverso i suoi progetti innovativi nell’ambito del territorio costiero della Sardegna costituisce un esempio significativo di come le idee innovative, pur nella difficoltà di integrarsi nelle diverse politiche settoriali, possano contribuire a definire un nuovo paradigma grazie al quale dare attuazione allo sviluppo sostenibile delle coste della Sardegna e dell’intero bacino del Mediterraneo.
* Coordinatore Progetto Innovation Manager Sardegna (in collaborazione con il Gruppo di ricerca “Conservatoria delle Coste” del Progetto I’M)