La Commissione europea ha presentato, agli inizi di aprile, un piano d’azione, che fa parte dell’agenda “Legiferare meglio”, per revisionare l’attuale sistema dell’IVA nell’UE per renderlo più semplice, più favorevole alle imprese e meno soggetto a frodi.
L’aggiornamento delle norme del sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (IVA) svolge un ruolo importante nel mercato unico europeo, in quanto serve a sostenere al meglio il mercato unico, facilitare gli scambi transfrontalieri e stare al passo con l’economia odierna, che è sempre più digitale e mobile.
Il “divario dell’IVA”, cioè la differenza tra le entrate IVA previste e quelle effettivamente riscosse negli Stati membri, nel 2013 ammontava a circa 170 miliardi di EUR. Si stima che le sole frodi transfrontaliere rappresentino una perdita di gettito IVA pari a circa 50 miliardi di EUR all’anno nell’Unione europea. Bisogna anche sottolineare che l’attuale sistema dell’IVA è frammentario e rappresenta un notevole onere amministrativo in particolare per le PMI e le imprese online.
Il piano d’azione delinea un percorso per modernizzare le attuali norme IVA dell’UE, che comprende:
- i principi fondamentali di un futuro sistema unico dell’IVA a livello europeo;
- delle misure a breve termine per combattere le frodi a danno dell’IVA;
- l'aggiornamento del quadro delle aliquote IVA e una serie di opzioni per concedere maggiore flessibilità agli Stati membri nel definirle;
- dei progetti per semplificare le norme IVA in materia di commercio elettronico, nel quadro della strategia per il mercato unico digitale, e per un pacchetto IVA che faciliti la vita alle PMI.
Dopo la presentazione del Piano di azione la Commissione chiederà, al Parlamento europeo e al Consiglio e con il sostegno del Comitato economico e sociale europeo, di fornire un chiaro orientamento politico sulle scelte tratteggiate nel presente piano d’azione e di confermare il loro appoggio alle riforme delineate nella presente comunicazione.
Nel 2016 e 2017 la Commissione presenterà proposte su tutte le questioni sollevate.
Staff Europe Direct