Si è tenuta a Roma, presso la sala Giannini di Palazzo Vidoni, la presentazione dell’XI rapporto: La PA vista da chi la dirige, curato dalla fondazione Promo PA. Presenti all’evento il Muinistro per la Pubblica amministrazione, senatore Paolo Zangrillo, il Capo dipartimento della Funzione pubblica, Marcello Fiori, il Presidente del Formez, Giovanni Anastasi, il Presidente e il Direttore generale della fondazione Promo PA, rispettivamente Gaetano Scognamiglio e Ioletta Pannocchia. Fra i relatori dell'incontro, moderato dal giornalista del Sole24Ore Gianni Trovati, anche il Presidente Aran, Antonio Naddeo, il Direttore generale dell'Unione delle province d'Italia, Piero Antonelli, l'associata di Managment Pubblico dell'università di Roma Tor Vergata, Danita Cepiku e l'ordinario di Diritto amministrativo dell'università di Roma, Sapienza, Marcello Clarich.
“La presentazione dell'XI Rapporto promosso dalla Fondazione Promo PA è stata una importante occasione di stimolo e di riflessione, partendo proprio dallo sguardo di chi ogni giorno ha il compito di guidare e dirigere le nostre amministrazioni. Mi piace evidenziare che dai risultati emerge un chiaro miglioramento del clima di fiducia: questo vuol dire che il lavoro che stiamo facendo è positivo e sta coinvolgendo le nostre persone. Siamo consapevoli che molta strada è ancora da fare, ma la direzione è quella giusta e dobbiamo proseguirla insieme!”. E quanto ha dichiarato il ministro per la Pubblica Amministrazione, senatore Paolo Zangrillo, che ha aggiunto: “I dirigenti rappresentano un punto di riferimento per il cambiamento che vogliamo imprimere alla pubblica amministrazione, anche alla luce del loro rilevante coinvolgimento in numerosi processi decisionali. Innescare e gestire processi, anche dal carattere innovativo, all'interno di una organizzazione così complessa come quella pubblica è una sfida che richiede un impegno straordinario, nonché notevoli capacità di ascolto, dialogo e confronto, che la figura dirigenziale deve necessariamente possedere”. “È indispensabile continuare a discutere queste tematiche – ha concluso Zangrillo – affinché si dia voce e concretezza alle istanze di quei soggetti – i dirigenti pubblici – che sono posti in prima linea nei processi e nelle dinamiche della Pubblica amministrazione italiana e che, dunque, vengono primariamente coinvolti nella cura degli interessi generali della comunità del nostro Paese”.
Il Presidente del Formez, Giovanni Anastasi, nel corso del suo intervento ha affermato che “da quanto emerge dal rapporto presentato oggi ritengo cruciale porre la questione dell’importanza del riconoscimento del merito come fattore fondamentale per i risultati della pubblica amministrazione. La meritocrazia non può non essere apprezzata dal pubblico”. Secondo il presidente Anastasi inoltre “la sintesi fra il tema del valore pubblico e del profitto sono gli indicatori gestionali. Ad esempio, le aziende private non definiscono unicamente il profitto come tema, perché ciò che importa è la ramificazione degli obiettivi. Quindi vengono dati degli indicatori gestionali che consentono al profitto di manifestarsi nella sua componente più sana, altrimenti ridurremmo il tutto ad una sintesi estrema”. “Ogni ambiente ha la sua peculiarità – afferma Anastasi - ma, nella diversità, bisogna apportare una sintesi e andare avanti”.
Per quanto riguarda la formazione il Presidente Anastasi spiega che “deve essere orientata al cambiamento e deve essere il più possibile ricca di esperienze vissute. A differenza della spiegazione di un bilancio o di una tecnica finanziaria, economica, amministrativa o gestionale, ci sono alcuni temi che non possono essere ridotti ad una spiegazione in un’aula. La parte che, oggi, chiamiamo le soft skills, magari verrà chiamata leadership o in un altro modo, assumerà un significato profondamente differente in futuro e dovrà essere in grado di riportare contaminazioni ed esperienza di vissuto”. “Si parla molto di comfort zone – sottolinea ancora Anastasi - di uscire o rimanere nella propria comfort zone. Il tema non è questo ma è quello di allargarla, fino ad ottenere qualcosa di infinito. Significa accettare le sfide – ha concluso Anastasi - invece che attendere passivamente”.