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Progetto Asfodelo: le proposte degli operatori del partenariato socio-economico della Regione Sardegna per il 2014-2020

Creato il:  2 Novembre 2015

Si chiude con un capitale di 8 idee progettuali, potenziali candidate al finanziamento dei principali programmi comunitari 2014-2020, il Progetto ASFODELO, finanziato nell’ambito del Programma Operativo FSE 2007-2013 della Regione Sardegna e realizzato dal Centro regionale di programmazione, in qualità di Organismo Intermedio, in collaborazione con Formez PA.

L’iniziativa, avviata operativamente nel gennaio 2015, serviva ad ottenere un miglior utilizzo delle risorse comunitarie in Sardegna attraverso la realizzazione di azioni formative e di accompagnamento, finalizzate a una migliore conoscenza delle opportunità, offerte dai Fondi comunitari e ad accrescere, nel contempo, le competenze e le capacità dei destinatari sulle tecniche di progettazione e gestione dei progetti cofinanziati da tali Fondi.

I risultati del progetto sono stati presentati, insieme alle idee progettuali sviluppate dai partecipanti, nel corso del Convegno conclusivo del Progetto, “Rafforzamento delle competenze del Partenariato socio-economico per una migliore progettazione europea”, che si è svolto a Cagliari il 27 ottobre 2015.

I programmi di finanziamento delle proposte progettuali indicati dai partecipanti sono i seguenti: INTERREG Europe 2014-2020; INTERREG Italia Francia Marittimo 2014-2020; ENI CBC Med 2014-2020 e il Fondo ASYLUM, MIGRATION AND INTEGRATION FUND - Emergency Assistance.

I lavori sono stati oggetto di analisi e discussione, nella fase di avvio per valutare gli obiettivi della proposta e la fattibilità del progetto e, a conclusione, per valutare le potenzialità di finanziamento delle iniziative progettuali evidenziando gli elementi di potenziale successo e gli eventuali rischi di fallimento.

Gli esiti dell’attività di valutazione, presentati nel corso del convegno finale del Progetto Asfodelo, sono contenuti in un report a disposizione dei partecipanti per migliorare ulteriormente la qualità dei progetti, con riferimento al programma di finanziamento individuato, al partenariato proposto, alla sua efficacia e fattibilità, alla qualità della strategia di comunicazione e capitalizzazione e alla coerenza del budget, in linea con gli standard vigenti in ambito comunitario.

La prima fase di formazione, partita a febbraio e terminata a maggio 2015, ha visto la partecipazione di 127 rappresentanti di organizzazioni del partenariato economico e sociale, del terzo settore e della cooperazione, maggiormente rappresentative del territorio della Regione Sardegna, dei GAL e delle Camere di commercio e ha approfondito alcuni temi prioritari rispetto alla nuova programmazione comunitaria: le strategie, le regole e le priorità per il 2014 – 2020; le tecniche di progettazione comunitaria, di presentazione delle proposte e di gestione dei progetti secondo le linee guida della Commissione europea; le regole per la rendicontazione delle spese; l’importanza di reti e network per la sostenibilità dei progetti.

Alla seconda fase formativa (giugno – settembre 2015), dedicata alla capitalizzazione delle conoscenze apprese e alla loro sperimentazione operativa, attraverso la definizione e lo sviluppo di idee progettuali realizzabili nell’ambito dei programmi comunitari 2014-2020, sono stati ammessi i 112 candidati che hanno ottenuto l’attestato di partecipazione al percorso della prima fase, avendo frequentato almeno l’80% delle ore di formazione.

I partecipanti, organizzati in tavoli di lavoro e assistiti da un team di esperti, grazie a un fitto calendario di incontri sul territorio, di aule virtuali e di scambi a distanza su una piattaforma di e-learning, hanno individuato e sviluppato 8 proposte progettuali, ciascuna definita in un project work.

Tra i principali temi di interesse, la promozione dei servizi nel campo turistico-culturale e del turismo accessibile, la valorizzazione delle produzioni enogastronomiche tipiche in chiave di turismo sostenibile, la creazione di opportunità per gli immigrati attraverso l’integrazione lavorativa, lo scambio tra imprese consolidate e nuove imprese.

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:29