di ALESSANDRA PIGA*
Per sostenere l’innovazione nel sistema delle imprese, risulta fondamentale disporre di strumenti creditizi e finanziari che siano essi stessi innovativi. Ai consolidati metodi di finanziamento, si sono aggiunte negli ultimi anni alcune novità frutto dell’ingegneria finanziaria o di geniali intuizioni che hanno aperto nuove opportunità nel mercato dei capitali per le imprese e per gli operatori economici di tutti i settori.
A questi temi il FormezPA ha dedicato un Convegno dal titolo "Il sistema finanziario del futuro” svoltosi a Sassari lo scorso 5 dicembre, coinvolgendo esperti nazionali, imprenditori, operatori finanziari, pubbliche amministrazioni, banche, università e istituti tecnici, startupper di tutta la Sardegna.
Si è trattato di una giornata molto partecipata, cui hanno preso parte oltre 120 persone e che ha permesso di analizzare lo stato dell’arte e approfondire alcune esperienze in corso di particolare interesse per le imprese, in una prospettiva futura non solo regionale.
Il Convegno ha rappresentato il secondo appuntamento di un ciclo di tredici eventi che accompagnerà, lungo tutto il 2014 e su tutto il territorio regionale, lo svolgimento del Progetto I’M - Innovation Manager Sardegna. Il Progetto, affidato al Formez PA dal Centro Regionale di Programmazione della Regione Autonoma della Sardegna, e finalizzato allo di sviluppo di competenze riguardanti l’innovazione di impresa e le pubbliche amministrazioni.
I temi e i protagonisti
Il meeting è stato introdotto da Costanza Cuncu, coordinatrice delle attività del progetto ed è proseguito con Nicola Pirina, consulente scientifico del progetto I’M Sardegna e moderatore dei lavori.
Nella giornata si è parlato delle modalità di sostegno alle iniziative imprenditoriali della Sardegna con Antonio Tilocca (Presidente SFIRS- Società Finanziaria Regione Sardegna S.p.A.), dei nuovi modelli di banca con Miguel Scordamaglia (Membro del Comitato Promotore Banca Popolare Jak Italia), di esperienze di diffusione delle monete complementari e in particolare del Sardex con Carlo Mancosu (co - cofondatore di Sardex), di investitori professionali, incubatori certificati e startup innovative con Gianluca Dettori (Chairman D.pixel di Milano), di finanza etica e strumenti territoriali con Giovanni Acquati (esperto di Finanza Etica ed Economia Solidale), di crowdfundig con Claudio Bedino (CEO e fondatore di Starteed.com) e di social lending con Mariano Carozzi (Responsabile Sviluppo Progetti digitali di Banca Sella e fondatore di Prestiamoci).
Crowfunding per le imprese intelligenti
Il crowdfunding è un processo on line in cui più persone (folla o crowd) conferiscono somme di denaro (funding) anche di modesta entità, per finanziare un progetto imprenditoriale o iniziative di diverso genere, utilizzando specifiche piattaforme o portali su internet. La novità consiste nell’assenza dell’intermediario finanziario classico, la banca, e nella possibilità di poter finanziare progetti che tradizionalmente, per il loro alto tasso di rischiosità o innovatività, non trovano banche che li finanzino. Il crowdfunding è diventato un nuovo modo di fare business: oltre alla semplice donazione si configurano anche altre pratiche come il reward based (un modello di finanziamento in cambio una ricompensa non monetaria come ad esempio finanziare un concerto e un convegno cui si parteciperà), l’equity crowdfunding (un investimento online con il quale si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società innovativa, sotto particolari garanzie) e il social lending (un prestito tra privati attraverso una piattaforma online con un tasso d’interesse inferiore a quello di mercato, con un rischio è garantito dalla diversificazione del portafoglio investimenti). In Italia il fenomeno del crowdfunding è in consistente espansione; i dati della CONSOB al Luglio 2013 segnalano la presenza di 27 piattaforme con un movimento di fondi importante, soprattutto considerando il momento così difficile per l’economia attuale.
Finanza etica o un diverso valore del denaro
A partire dagli anni ‘70 si concretizza la necessità di una nuova etica economica e sociale anche nel campo della finanza, permettendo alle imprese il cui scopo primario non sia il lucro, di accedere al credito ordinario. La definizione di finanza etica riguarda una gamma di “investimenti etici” attraverso il microcredito, l’attività di fondazioni, banche e cooperative finanziarie. Gli intermediari finanziari “etici” si differenziano nei diversi Paesi sulla base delle diversità legislative, sociali ed economiche. In Italia l’evoluzione di questo settore parte dalle MAG (cooperative finanziarie di Mutua Auto Gestione) nate negli anni ’80, per arrivare alla Banca Etica operativa dal 1999. Oggi Banca Etica svolge tutti i servizi tradizionali di un normale Istituto ma ha la peculiarità della funzione originale della mutualità e comunità in cui il cliente non è un soggetto passivo che subisce le decisioni, ma un attore responsabile e parte integrante delle scelte della banca. Banca Etica privilegia investimenti in settori quali: cooperazione sociale, cooperazione internazionale, cultura e tutela ambientale, produzioni biologiche ed energie alternative. La forte presenza sul territorio con filiali, Banchieri Ambulanti e Gruppi di Iniziativa Territoriale, permette inoltre il finanziamento di specifici progetti di sviluppo locale.
Risposte locali alla crisi globale tramite il SARDEX
L’articolato mondo della finanza consente l’uso di monete complementari. Si tratta di strumenti di pagamento alternativi, ma non sostitutivi, a quelli della moneta ufficiale. Già teorizzati da Keynes, sono apparsi in tutto il mondo come strumento di risposta alla crisi, per favorire l’abbattimento del costo del denaro e lo sviluppo locale e sociale. Alla base, infatti, vi sono meccanismi fiduciari e volontari finalizzati a smuovere più agevolmente i crediti, ridurre i rischi di liquidità e le insolvenze in un territorio definito.
Il più importate circuito italiano di moneta complementare è Sardex, in Sardegna. Nato nel 2009 da un’intuizione di quattro neolaureati, è operativo dal 2010 ed è stato già replicato in Sicilia, Piemonte, Abruzzo e Molise. Con la crisi che aveva intaccato anche il concetto stesso di moneta, i giovani ingegneri finanziari sardi hanno studiato un sistema basato su reciprocità e relazioni fiduciarie. Un fine di Sardex è quello “di restituire ai sardi il controllo sull’economia e rilocalizzarla, anche in senso identitario”. In quest’ottica, il vantaggio competitivo messo a disposizione dal singolo in una rete crea valore per tutti attraverso la cooperazione e lo scambio. Il risultato è che il capitale relazionale si trasforma in capitale economico.
In concreto, nella rete Sardex sono le imprese a farsi credito reciprocamente. I crediti non sono convertibili in denaro, ma solo in prodotti e servizi. Risultano affiliate più di 1300 aziende, per un volume di scambi che quest’anno ha raggiunto i 10 milioni di euro. Imprese e associazioni pagano una quota d’ingresso più un canone annuale, e in cambio ricevono: un conto online; assistenza dai broker tramite canali online e offline; un magazine interno; servizi di e-commerce e soprattutto la possibilità di fare networking nell’intero territorio sardo. Attualmente Sardex sta studiando un progetto pilota con la regione Sardegna per l’erogazione di un possibile “reddito di comunità” rivolto a giovani sardi inoccupati. Gli scenari futuri del circuito puntano al consolidamento in Sardegna e alla replicabilità in altre regioni, anche al di fuori dell’Italia. Alla faccia della crisi.
In conclusione, l’esito dell’intensa giornata di lavoro organizzata dal Formez PA a Sassari è chiaro: in Italia, e in Sardegna in particolare, sono in atto interessanti processi di trasformazione dell’economia, della finanza e del credito, per collegare le reti regionali dell’innovazione a quelli nazionali e internazionali. La Sardegna è un player al pari delle altre realtà europee e contribuisce alle logiche di sviluppo con le sue iniziative e i suoi talenti. Il Formez, insieme alla Regione, a diverse istituzioni e a tanti “capitali coraggiosi”, è pronto a garantire il necessario sostegno, mettendo in valore le migliori esperienze e concorrendo ad accrescere, insieme al capitale finanziario, quello sociale.
* Staff Progetto I’M Sardegna, articolo realizzato in collaborazione con il team di giovani innovatori del Progetto I’M Sardegna