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Il sostegno dei Fondi SIE 2014-2020 alla mobilità ciclistica, le opportunità per l'Italia

Creato il:  1 Marzo 2017

La mobilità ciclistica è una realtà consolidata in numerosi paesi europei. Deve il suo successo ad una serie di fattori che, partendo da un approccio di natura culturale da parte dei cittadini e da opportune politiche di settore, hanno comportato, nel corso degli anni, il naturale sviluppo e utilizzo di una rete infrastrutturale urbana, interurbana e turistica riservata alle biciclette, considerate in tali contesti come normali mezzi di trasporto e non relegati a svolgere una funzione di natura esclusivamente ludico-ricreativa.

Il nostro Paese, a parte alcune realtà locali, non regge il confronto con queste isole felici, eppure è possibile intravedere alcuni segnali che lasciano ben sperare. Si pensi ad esempio al sistema delle ciclovie nazionali (e relativi accordi con le regioni) previste dal MIT nelle leggi di stabilità del 2016 e 2017 (unitamente all’annunciato Piano Straordinario per la Mobilità Turistica) ed alla mobilità dolce prevista da Piano strategico per il turismo del MIBACT.

Un’opportunità significativa utile allo sviluppo di interventi mirati, viene offerta dai Fondi Strutturali e di Investimento Europei (SIE) 2014-2020.

A livello nazionale, ad esempio, il Programma Operativo Nazionale (PON) Metro, a titolarità dell’Agenzia per la Coesione territoriale, prevede azioni specifiche per la mobilità ciclistica in ambito urbano nelle 14 città metropolitane (Bari, Bologna, Genova, Firenze, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia e Reggio Calabria, Cagliari, Catania, Messina e Palermo).

A livello regionale, la quasi totalità delle regioni italiane ha previsto, seppur con impegni differenti, interventi a sostegno della ciclomobilità nei rispettivi territori.

Si tratta di interventi rinvenibili sia all’interno dei Programmi Operativi Regionali del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (POR FESR), che all’interno dei Programmi di Sviluppo Regionale (PSR) finanziati dal Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale (FEASR).

Sono azioni che le regioni hanno previsto in coerenza con le rispettive priorità e strategie territoriali.

Gli interventi a favore della mobilità ciclistica all’interno dei POR FESR sono essenzialmente riconducibili a due obiettivi tematici dell’Accordo di partenariato:

  • Obiettivo tematico 4 (sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori);
  • Obiettivo tematico 6 (preservare e tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse)

Per quanto riguarda i PSR si tratta di interventi riconducibili a misure, sottomisure ed azioni che a vario titolo sono funzionali alla fruizione del territorio Rurale.

Tra gli interventi previsti, si possono citare: realizzazione di percorsi ciclabili e relativa messa in rete, bikesharing, Zone 30, messa in sicurezza del traffico ciclistico, parcheggi e zone di scambio, etc.

Probabilmente non assisteremo ad un radicale cambiamento di rotta delle nostre abitudini, ma la messa in campo di sforzi comuni a vari livelli ed ambiti di intervento, sia settoriali che territoriali, non potrà che avere ricadute positive in termini di fruizione sostenibile del territorio e di salute dei cittadini.

Staff Europe Direct

Tipo di Contenuto: 
Data pubblicazione: 
Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:29