Un test fatto da Formez PA, nell’ambito del progetto “L’innovazione senza conflitti. Un approccio sperimentale alla gestione strategica della PA”, coordinato da Fabrizio De Angelis, ha dimostrato che un procedimento di creazione di valore pubblico ispirato ai principi della BOS (Blue Ocean Strategy) dà i suoi frutti. Ovvero, il sistema che si richiama al modello di Kim e Mauborgne è in linea con le esigenze della pubblica amministrazione di riorientare e semplificare le procedure interne allo scopo di produrre valore per l’utente finale senza trascurare le esigenze organizzative.
L’argomento è stato dibattuto a Siracusa in un laboratorio sul tema “Nuove competenze per la pianificazione strategica negli ambienti smart city e territori smart” organizzato dalla sezione siciliana dell’Associazione italiana formatori in collaborazione con Formez PA. Tra gli intervenuti il presidente dell’AIF Sicilia, Salvo Cortesiana, e Pierluigi Catalfo, professore aggregato e ricercatore di Economia aziendale dell’Università di Catania.
Nel corso del convegno è emersa la necessità delle amministrazioni di dotarsi di supporti metodologici e formazione per la pianificazione strategica anche in vista di una piena applicazione del D.L. n. 118 del 2011 e la volontà, attraverso l’applicazione di tale disegno nella PA, di avviare un percorso evolutivo allo scopo di ottenere anche un miglioramento delle relazioni con i cittadini delle aree coinvolte.
A sostenere tale tesi, dunque, la ricerca sul campo compiuta da Formez PA e presentata alla conferenza internazionale di Tolosa organizzata dall’European Group on public administration (EGPA) e, recentemente, a Siracusa, dove si sono confrontati sull’argomento accademici e studiosi i quali hanno sottolineato che le problematiche legate all’ambito locale sul tema della pianificazione strategica è comune a numerose realtà europee.
Bisogna così anzitutto mostrare capacità di innovazione per affrontare le nuove sfide, abbandonando le vecchie logiche tradizionali ormai consolidate a livello locale.
Un lavoro scientifico, riconosciuto dalla UE e che, si legge nel documento, “dopo aver proposto alcune considerazioni sullo stato attuale della produzione di valore pubblico e di metodologie di pianificazione strategica che sembrano caratterizzati da percorsi innovativi come quelli offerti dalla Blue Ocean Strategy (BOS), mette in risalto un caso sperimentale collegato alla prima attività di innovazione sui modelli di pianificazione strategica per le autorità locali che emergono dal percorso fatto in Italia da Formez PA per il Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri”, fornendo un profilo costruttivista della sperimentazione.
In questo modo, hanno evidenziato nel convegno di Tolosa, è stato definito “un modello di ‘prototipo’ di procedura di pianificazione ispirato alla BOS”: utilizzandolo si evidenzia che il raggiungimento di obiettivi quali appunto la semplificazione e l’evoluzione dei territori coinvolti “è la conseguenza di un necessario cambiamento di mentalità delle persone e dell’abbandono dell’idea di una gestione amministrativa esclusivamente giudiziaria per abbracciare un’ottica manageriale”.
“Il modello che è stato testato – conclude il paper di ricerca – è caratterizzato da una semplicità di utilizzo e da un basso assorbimento di risorse sia di tempo che di denaro. La ragione principale è legata a un alleggerimento sostanziale del carico del sistema informativo che invece è importante nei tradizionali modelli di pianificazione strategica. L’applicazione del modello migliora l’esperienza dei gestori pubblici che, se da un lato costituisce un vantaggio, dall’altro può rappresentare un limite in termini di formazione culturale. E inverte la prospettiva della costruzione del valore pubblico che si osserva dal punto di vista del beneficiario dell’opera, ridefinendo la sua posizione. Un’azione di pianificazione strategica generale che può costituire un modo per integrare il lavoro della politica con la gestione della pubblica amministrazione in quanto è stato dimostrato che si possono sollecitare interventi attraverso l’utilizzo di conferenze, di osservazioni sulla qualità percepita dall’interazione tra persone impegnate nell’amministrazione quali manager, politici e responsabili per la governance dell’istituzione pubblica”.