Il 17 settembre 2015 la Commissione europea ha proposto, una serie di orientamenti agli Stati membri, per aiutare i disoccupati di lunga durata a rientrare nel mercato del lavoro.
Questa proposta segue un’altra iniziativa, lanciata in maggio, a favore dell’occupazione giovanile. Entrambe le iniziative rientrano quadro della più ampia agenda economica e sociale della Commissione Juncker che mira a intensificare la creazione di posti di lavoro, la ripresa economica e l’equità sociale in Europa.
Si stima che nell’Unione europea circa 12 milioni di persone sono disoccupate da più di un anno, nonostante i segni di ripresa economica e i miglioramenti sul mercato del lavoro. Il numero di disoccupati risulta addirittura raddoppiato tra il 2007 ed il 2014 ed è pari a circa la metà del totale dei disoccupati.
I disoccupati di lunga durata rappresentano attualmente il 5% della popolazione attiva. La quota dei disoccupati di lunga durata rispetto alla popolazione attiva varia notevolmente tra gli Stati membri e va dall’1,5% in Austria al 19,5% in Grecia.
Anche se il Piano di investimenti per l’Europa mira a creare milioni di nuovi posti di lavoro, non si esclude che i disoccupati di lunga durata potrebbero comunque avere difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro in quanto più a lungo le persone rimangono escluse dal mercato del lavoro, tanto più difficile è che vengano nuovamente assunte. Dei 12 milioni di disoccupati di lunga durata della UE, più del 60% sono senza lavoro già da più di due anni consecutivi. Ogni anno, una persona su cinque tra quelle in cerca di occupazione si dà per vinta ed entra nel novero delle persone non attive. Ciò comporta un grave rischio di povertà e di esclusione sociale per i disoccupati e le loro famiglie.
Per questo, la proposta di raccomandazione del Consiglio presentata, prevede che tutte le persone in cerca di lavoro, disoccupate da più di 12 mesi, siano oggetto di un esame individuale e di un accordo di integrazione nel posto di lavoro che offre loro un piano concreto e personalizzato per tornare al lavoro prima di raggiungere i 18 mesi di disoccupazione.
La proposta della Commissione ha come obiettivo quello di esaminare i servizi offerti fino ad ora ai disoccupati di lunga durata per aiutarli a rientrare nel mondo del lavoro e propone quindi azioni specifiche per potenziare tali servizi. Essa si baserà sulle migliori pratiche attualmente esistenti negli Stati membri.
Tre sono tre fasi principali della proposta:
- incoraggiare l’iscrizione dei disoccupati di lunga durata presso un servizio di collocamento;
- fornire a ciascun disoccupato di lunga durata iscritto una valutazione individuale approfondita per identificarne esigenze e potenzialità entro e non oltre i primi 18 mesi di disoccupazione;
- offrire un accordo di integrazione nel posto di lavoro a tutti i disoccupati di lunga durata iscritti entro e non oltre i primi 18 mesi di disoccupazione.
Tale accordo di reinserimento nel posto di lavoro consisterà in un piano, tagliato su misura, per ridare lavoro ai disoccupati di lunga durata. A seconda dei servizi esistenti nei vari Stati membri, esso può riguardare: tutoraggio, aiuto nella ricerca di lavoro, corsi di istruzione e formazione permanente nonché aiuti per l’alloggio e per servizi nel campo dei trasporti, dell’infanzia, dell’assistenza sanitaria o del riadattamento. L’accordo dovrebbe essere offerto e posto in atto attraverso un punto di contatto unico per assicurare la continuità e la coerenza del sostegno. Esso dovrebbe anche delineare in modo chiaro i diritti e le responsabilità sia dei disoccupati che delle organizzazioni che erogano un sostegno.
La proposta sollecita inoltre il coinvolgimento attivo dei datori di lavoro tramite partenariati con le autorità pubbliche in modo da accrescere la gamma dei servizi che si possono ricevere, oltre ad offrire loro incentivi finanziari mirati. Gli Stati membri possono attuare queste raccomandazioni con il sostegno del Fondo sociale europeo.
La proposta della Commissione sarà ora trasmessa al Consiglio per essere discussa e adottata. L’attuazione delle misure caldeggiate nella raccomandazione inizierà non appena gli Stati membri avranno raggiunto un accordo.