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Evento Formez “Donne e Intelligenza Artificiale nella PA"

Creato il:  10 Marzo 2025

“L’uso dell’intelligenza artificiale è una grande opportunità e uno strumento importante per il mondo della Pubblica amministrazione, e soprattutto, per le donne che lavorano all’interno e al di fuori della PA, perché potrebbe essere utilizzato per diminuire il divario di genere. Non è una cambiale in bianco ma va gestita e monitorata ed è quindi cruciale che le politiche pubbliche promuovano l’accesso delle donne ai ruoli tecnologici e che l’IA venga utilizzata in modo responsabile”. È quanto ha affermato la Direttrice generale di Formez, Patrizia Ravaioli, nel corso dell’evento Donne e intelligenza artificiale nella Pubblica amministrazione, che si è svolto presso il nostro Istituto, in occasione della Giornata internazionale della donna. “Le parole chiave emerse in maggior misura nel corso dei lavori odierni – ha aggiunto la Dg - sono trasparenza, formazione, cultura, etica, stem ma una su tutte va evidenziata: le competenze. Il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo e il Dipartimento della Funzione pubblica, infatti, insieme con il Formez che applica e segue le direttive ministeriali, sono all’avanguardia nel campo e stanno lavorando molto per accrescere le competenze dei dipendenti pubblici, con un’attenzione particolare a quelle digitali, tramite l’incremento delle ore di formazione, anche attraverso l’uso dell’IA. Questo perché è uno degli strumenti cruciali per combattere il gender gap".

Il Presidente di Formez, Giovanni Anastasi, responsabile della task force sull’IA nella Pubblica amministrazione, nel corso del suo intervento ha parlato del problema del gender gap al tempo dell’intelligenza artificiale, definendolo non solo un’ingiustizia dal punto di vista etico e morale, ma anche un qualcosa di profondamente irrazionale. Anastasi, inoltre, ha interpretato e dedicato a tutte le donne il singolo di Edoardo Bennato “La fata”. All’evento, curato dalla direttrice dell'Area Comunicazione e innovazione digitale di Formez, Giulia Mancini, sono intervenuti, inoltre, Monica Cecchi, capo della segreteria tecnica del ministro per la Pubblica amministrazione e componente della task force sull’IA nella Pubblica amministrazione, Antonio Naddeo, Presidente di Aran, Pier Carla Delpiano, Direttrice dell'Area Risorse umane, Organizzazione e Performance di Formez, Annalisa D’Errico, giornalista e comunicatrice istituzionale e componente di PA social e di Fondazione Italia digitale, Stefania Romeo, account director Government di LinkedIN e componente della task force sull’IA nella PA e Margherita Zappatore, fondatrice di ZCA consulting e componente della task force sull’IA nella PA.

Nel corso del suo intervento Monica Cecchi ha sottolineato l’importanza del ruolo del Formez nello sviluppo dell’IA nella Pubblica Amministrazione. “IA e donne viaggiano su due binari paralleli", ha sottolineato. "In Italia solo il 25% delle donne si laurea in discipline Stem. C’è un gap sul mercato del lavoro che ci indica una mancanza di competenze e attitudini che crea una problematica nell’utilizzo e nelle competenze dell’IA. Un tema fondamentale è quello della formazione, su cui il ministro sta investendo particolarmente: è solo così che la situazione può cambiare. I primi risultati si vedono: su Syllabus si registra una forte partecipazione da parte delle donne”.

Antonio Naddeo ha posto  l’accento sul fatto che “il 58% dei dipendenti pubblici è donna ma solo il 33% occupa ruoli apicali, ed è la stessa percentuale di donne alla guida della transizione digitale. Un’indagine ripresa anche da Forum PA ci dice che il 57% dei dipendenti pubblici svolge mansioni fortemente esposte al digitale e al tecnologico. Questo però deve rassicurarci: mai un dipendente della PA ha perso il lavoro per l’innovazione tecnologica, e non accadrà ora”.

“I nostri dirigenti sono donne in maggioranza (57,8% nel nostro Comitato di direzione). I dipendenti di Formez sono in maggioranza donne (63%), anche tra i laureati c’è predominanza femminile – ha sottolineato Pier Carla Delpiano - quindi le donne eccellono negli studi ma poi scontano un gender gap nel mondo del lavoro. Nel nostro istituto, invece, anche in termini di accesso alle carriere, le donne sono ben rappresentate. Il raggiungimento della piena parità potrà raggiungere utilizzando il tema delle competenze, soprattutto tecniche, legate all’informatica, con la consapevolezza che, per arrivare a coprire quei ruoli tradizionalmente occupati dagli uomini, bisogna passare per una logica di generi, di genti e di generazioni”.

Stefania Romeo ha sottolineato l’importanza dell’avvento dell’IA generativa, che produrrà una trasformazione epocale nel mondo del lavoro e che coinvolgerà molte donne.  Basti pensare che, nel mondo del lavoro, 70 per cento delle competenze cambierà entro il 2030. Fino a tre anni fa era del 25 per cento. Questa accelerazione del cambiamento provocherà una maggior difficoltà delle aziende nella ricerca dei professionisti con competenze digitali. Secondo una nostra ricerca, infatti, il 75 per centro delle aziende dichiara che è difficile trovare esperti digitali con determinate competenze.

Annalisa D’Errico ha affermato che Formez è all’avanguardia per quanto riguarda l’innovazione digitale e, citando una ricerca di Inps, ha evidenziato come il tasso di occupazione delle donne sia di 18 punti inferiore rispetto a quello degli uomini, cosi come la retribuzione giornaliera è più bassa rispetto a quella agli uomini del 20 per cento. Non solo: quasi il 30 per cento delle donne occupate occupa un ruolo non adeguato rispetto al grado d’istruzione e alle competenze".

Secondo Margherita Zappatore per combattere il divario di genere "occorrerebbe utilizzare nel miglior modo possibile l’intelligenza artificiale e in maniera più strutturata, ad esempio potenziando la valutazione dell’impatto di genere a livello nazionale, regionale e locale".

 

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Data pubblicazione: 
Lunedì, 10 Marzo, 2025 - 09:53