Forum PA 2014 si è aperto all'insegna dell'innovazione dei contenuti e delle idee. La prima novità consiste nell'aver ideato un convegno inaugurale capace di rompere gli schemi: per la prima volta nella storia della manifestazione, un ministro ha ascoltato gli interventi di 10 personalità - tra dirigenti, giovani dipendenti pubblici e manager del settore privato - prima di prendere la parola.
Nel suo intervento il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia, è partito dalla questione del contratto della Pubblica Amministrazione, scaduto dal 2009. Rivolgendosi a una rappresentanza sindacale presente in sala, il Ministro ha ribadito due punti importanti: in primis il confronto che si è aperto con le parti sociali. In secondo luogo, Madia ha assicurato che il contratto non resterà bloccato fino al 2020.
Il Ministro ha poi affermato che non ci sarà nessun taglio agli investimenti nella PA e che non vi è alcun proposito di imporre una mobilità forzosa. Al contrario, viene incoraggiata una mobilità volontaria, nel rispetto del luogo di residenza del lavoratore. Secondo il Ministro, attraverso le migliaia di e-mail inviate in queste settimane al Governo, sono stati proprio i dipendenti a chiedere dei meccanismi che valorizzino il loro lavoro, anche attraverso la mobilità.
Riguardo al precariato, il Ministro ha affermato: "L'esistenza di migliaia di persone con contratti di lavoro a tempo testimonia la carenza di canali 'sani' di accesso alla PA, come invece la Costituzione Italiana prevede". Il Ministro ha inoltre sollevato il problema dei tanti vincitori di concorso non assunti.
Madia ha ricordato che "lo Stato deve essere un amico del cittadino, non un ostacolo alla semplicità della vita quotidiana" e che "la Pubblica Amministrazione è l'azienda più importante del nostro Paese". In questo contesto il tema della dirigenza è cruciale. Oggi i dirigenti pubblici non sono messi nelle condizioni di svolgere al meglio le loro funzioni. Bisogna preservare l'autonomia del dirigente dalla politica e creare un vero mercato della dirigenza. Il Ministro dice no a meccanismi automatici e sicuri di carriera; è piuttosto in base a un sistema di valutazione che sarà possibile un avanzamento di carriera. Di qui l'importanza di creare un’unica scuola di formazione della Pubblica Amministrazione, che possa essere un punto di riferimento anche per il settore privato.
Sul fronte dei modelli organizzativi, Madia ha ricordato la necessità di attuare prima possibile la legge 56 (la cosiddetta "Legge Delrio"). Ne è un aspetto centrale il riconoscimento delle realtà territoriali spesso disomogenee che compongono il nostro Paese.
Il Ministro ha poi toccato il tema della trasparenza. Non servono altre leggi, ma una cultura della trasparenza, un nuovo rapporto tra PA e cittadini. Da questo punto di vista, il ministro ha annunciato l'imminente approvazione di un norma che unifichi le due attuali banche dati del Governo sulle società partecipate, che attualmente non coincidono e non comunicano fra di loro.
Perchè, ha concluso il Ministro, "se i contribuenti sapessero esattamente dove vanno a finire le tasse che pagano, si potrebbe creare un maggiore senso di appartenenza alla comunità".