L’8 maggio 2013, il giorno precedente la Festa dell’Europa, la Commissione europea ha voluto celebrare l’occasione con la pubblicazione della Relazione 2013 sulla cittadinanza dell’Unione europea, il documento che individua 12 azioni concrete per migliorare la vita dei cittadini europei facilitandone l’esercizio dei diritti.
Nel 1993 il Trattato di Maastricht ha definito la cittadinanza dell’UE , riconoscendo una serie di diritti a tutti i cittadini dell’Unione, diritti a loro volta rafforzati dal Trattato di Lisbona (al cui art. 20 par. 2 si ritrova un elenco di tali diritti) e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE. Esistendo tuttavia ancora un divario tra norme giuridiche applicabili e realtà quotidiana, specie nelle situazioni transfrontaliere, la Commissione europea nel 2010 ha presentato la sua prima Relazione sulla cittadinanza dell’UE, annunciando 25 azioni per assicurare il pieno godimento dei diritti dei cittadini europei nella vita di tutti i giorni.
A distanza di tre anni quindi, ed in concomitanza con l’Anno europeo dei cittadini, la Relazione 2013 oltre ad individuare le nuove azioni necessarie per rimuovere gli ostacoli al pieno esercizio dei diritti dei cittadini UE, nell’allegato traccia il bilancio dei risultati finora ottenuti riguardo alle 25 azioni per le quali la Commissione si era impegnata con la Relazione 2010. Tra le iniziative della Commissione finalizzate ad attuare le 25 misure , per citarne solo qualcuna, rientrano alcune proposte legislative - come le due proposte di Regolamento per chiarire i diritti di proprietà delle coppie internazionali (sposate o registrate), la proposta di Regolamento per agevolare la libera circolazione dei documenti di stato civile o la Direttiva sui diritti dei pazienti nell’assistenza sanitaria transfrontaliera - ma anche alcuni utili strumenti, come i portali multilingue “eJustice” e la “Tua Europa” che forniscono un facile accesso alle informazioni sui diritti dei cittadini.
Per quanto riguarda invece le nuove misure individuate con la Relazione 2013, gli impegni della Commissione possono essere raggruppati in 6 aree chiave:
- rimuovere gli ostacoli per lavoratori, studenti e tirocinanti UE: tra le varie azioni proposte per i disoccupati che cercano lavoro in un altro Stato membro UE, si vorrebbe estendere il sussidio di disoccupazione percepito nel paese d’origine oltre gli attuali 3 mesi obbligatori, in modo da aumentare la mobilità dei lavoratori;
- ridurre la burocrazia negli Stati membri: facilitando ad esempio il riconoscimento dei documenti di identità e di soggiorno per permettere ai cittadini di viaggiare e identificarsi in un altro paese UE, se necessario anche con documenti europei unici facoltativi validi in tutti gli Stati membri;
- tutelare le persone più vulnerabili all’interno dell’Unione: si intende mettere a punto una tessera europea di disabilità riconosciuta da tutti gli Stati membri per facilitare la libera circolazione;
- eliminare gli ostacoli agli acquisti nell’Unione: migliorando le norme sulla risoluzione delle controversie transfrontaliere per gli acquisti di piccolo importo online o in un altro paese dell’UE e mettendo a punto uno strumento online che renda più trasparenti gli acquisti di prodotti digitali e permetta di raffrontare le offerte nei vari paesi UE;
- promuovere la diffusione di informazioni accessibili e mirate sull’Unione: mettendo tra le altre cose a disposizione delle amministrazioni locali strumenti di e-training;
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potenziare la partecipazione dei cittadini al processo democratico: garantendo prima di tutto l’esercizio del diritto di voto dei cittadini trasferitisi in un altro Paese UE alle elezioni nazionali nel paese di origine.
Contestualmente alla pubblicazione della Relazione 2013 sulla cittadinanza, la Commissione europea ha pubblicato la terza Relazione annuale sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'UE, documento che offre una panoramica completa del modo in cui i diritti fondamentali sono stati applicati nell’UE nel corso del 2012. Secondo questa relazione, le questioni attinenti ai diritti fondamentali sollevate più di frequente dai cittadini sono state la libertà di circolazione e di soggiorno (18%), il funzionamento dei sistemi giudiziari nazionali (15%), l’accesso alla giustizia (12,5%), la libertà professionale e il diritto di lavorare (7,5%), l’inserimento di persone con disabilità (4,5%) e la protezione dei dati di carattere personale (4%). Una nota positiva: a soli tre anni dall’entrata in vigore della Carta come diritto primario, le giurisdizioni nazionali e la Corte di Giustizia dell’UE richiamano sempre più spesso la Carta nelle proprie sentenze.
di Staff Europe Direct