di Maria Irene Torrente*
Di questi temi si è discusso il 12 e 13 aprile 2011 a Bari nell’ambito di due giornate di confronto sui temi della trasparenza e dell'innovazione nella P.A, organizzate da Formez PA e dal Dipartimento per la digitalizzazione della p.a. e l’innovazione tecnologica, nell’ambito del PON Governance e assistenza tecnica.
In particolare la giornata del 12 aprile, dedicata al convegno su Etica e trasparenza, organizzato da Formez PA in collaborazione con la Regione Puglia nell’ambito del progetto Etica pubblica nel Sud ha visto la presenza dell’Assessore Maria Campese che, oltre a portare il saluto anche a nome del Presidente Vendola, si è soffermata sull’importanza delle risorse umane e dell’innovazione come leva del cambiamento della macchina amministrativa regionale e dell’uso efficace del sistema di misurazione e valutazione della performance individuale e organizzativa.
Leonello Tronti, direttore dell’UFPPA del Ministero per la P.A. e l’Innovazione, ha sottolineato come il progetto ETICA sia nato con l’idea forte di mettere a disposizione l’organizzazione e la tecnologia per rafforzare l’etica pubblica nelle regioni ob. Convergenza secondo principi di democrazia e di apertura al controllo da parte dei cittadini. Diventa imprescindibile rendere conto ai cittadini non solo come elettori, ma come contribuenti e utenti dei servizi pubblici, rendere conto di quello che si riesce effettivamente a realizzare con risorse date, in quali tempi e con quanta efficienza, imparando anche e soprattutto dagli errori. Giampiero Marchesi del DPS del Ministero dello Sviluppo Economico ha centrato l’attenzione sul fatto che il progetto Etica è stato pensato dentro una strategia di politica regionale, finanziato con risorse aggiuntive della stessa politica regionale con precisi obiettivi di cui è necessario dar conto.
Nella relazione introduttiva Carlo Mochi Sismondi di Forum PA ha cercato di ricostruire il senso del parlare oggi di etica e trasparenza. Perché la PA dovrebbe essere trasparente? Perché è un “bene comune”, che in quanto tale, per non essere depauperato deve essere regolato. Le regole devono essere però condivise e non può esistere un’asimmetria informativa: cittadini e imprese devono poter sapere per governare al meglio. Tre i pilastri su cui si regge la Pa come bene comune: regole, orientamento al bene comune, indipendenza ma anche autonomia, responsabilità, trasparenza. Un concetto quello di trasparenza dal duplice profilo: un profilo “statico”, consistente essenzialmente nella pubblicità di dati attinenti alle pubbliche amministrazioni per finalità di controllo sociale ed un profilo “dinamico” direttamente correlato alla performance. Se la Pa è trasparente i cittadini hanno più “libertà responsabile”.
Si realizza quello che Mochi Sismondi ha definito l’empowerment del cittadino che scardina dalle fondamenta una vecchia concezione della PA e ne propone un’altra, definibile come “conviviale” (Ivan Illich)ed “abilitante”: un’amministrazione che si pone non solo come strumento democratico e partecipativo che i cittadini singoli o associati possono controllare e usare, con fiducia, per realizzare i propri fini ma anche un’amministrazione capace di creare libertà attraverso le sue attività di inclusione, le sue azioni positive verso le fasce deboli, il suo compito alto di garantire diritti e regole nella società democratica.
Nella seconda parte della mattinata le testimonianze di alcuni dirigenti e funzionari pubblici hanno delineato la pratica di etica e di trasparenza nella concreta azione amministrativa a partire dalla disponibilità dei dati pubblici (A. Cavallo, CSI-Regione Piemonte) alla gestione dei processi di innovazione nei processi di eprocurement (A. Lamberti, Provincia di Napoli), dalle attività di controllo sulla gestione dei fondi strutturali (I. Zaffina, Corte dei Conti Friuli Venezia Giulia) ai percorsi di miglioramento realizzati attraverso sistemi di autovalutazione (D. Ciccarelli, Regione Campania) per arrivare poi all’introduzione di tecniche di analisi e autovalutazione del rischio (A. Armaroli, Agenzia del Territorio) e comunicazione della trasparenza dell'istituzione attraverso lo strumento del rendiconto sociale (G. Sansone, Consiglio regionale Friuli Venezia Giulia).
*Referente attività Regione Puglia Progetto Etica pubblica nel Sud