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E' scomparso Stefano Patriarca, presidente Formez dal 1996 al 1999

Creato il:  15 Febbraio 2019

È morto giovedì, 14 febbraio, a Roma, Stefano Patriarca, economista, grande esperto di previdenza, presidente del nostro Istituto dal 1996 al 1999. Tra i suoi numerosi incarichi, Patriarca ha collaborato come esperto di previdenza con diversi Governi, con il Cnel, l’Istat, la Commissione Ue. Dal 2009 al 2014 è stato responsabile dell’Ufficio studi dell’Inps, ente per il quale ha anche redatto il Bilancio sociale.  Nel 2014 - 2015 ha coordinato a Pechino, come team leader,  un progetto realizzato dal nostro Istituto, un gruppo internazionale di esperti (progetto EU-China Social Protection Reform Project), che aveva il compito di supportare alcune strutture del Governo cinese nello sviluppo del sistema di protezione sociale in Cina. Recentemente aveva dato vita a Tabula, un centro di consulenza previdenziale di grande autorevolezza e successo. Innumerevoli le sue pubblicazioni scientifiche e su diversi quotidiani nazionali.

In questo video l' intervento di Stefano Patriarca al Cinquantennale del Formez 

Le esequie si sono svolte sabato 16 febbraio alle ore 11, presso la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme.

Pubblichiamo il ricordo di quanti lo hanno conosciuto

Marco Villani

Il Presidente Patriarca ha concluso su questa terra la sua strenua battaglia contro la vecchia malattia e contro le recenti che lo assediavano. Si è spento da combattente, avendo sempre accanto l’amore della sua Anna le cui lacrime di ieri sera hanno espresso un modo diverso ma sempre intenso, perso nell’infinito dell’anima, di declinare la parola amore, proprio nel giorno di San Valentino.

Durante i lunghi giorni di ricovero, fra speranze e sconforto, la famiglia, presente ed assidua, ha dovuto vivere un calvario, testimonianza di amore a cui tutti gli amici ora si accompagnano esprimendo affetto e vicinanza. Ci uniamo anche noi del mondo Formez, è stato (secondo me lo è comunque, per la regola divina e giuridica del semel semper) il nostro Presidente coraggioso, ha sfidato nuovi scenari e condotto alla vittoria di sfide che apparivano – al tempo – impossibili. In quegli anni ha interpretato il cambiamento e disegnato un futuro per il Formez diverso da quello prospettato fino al giorno prima. Ha creduto nelle potenzialità di chi vi lavorava e nella capacità di modernizzarsi e di incidere sulla realtà della pubblica amministrazione italiana che si apriva sempre di più all’articolazione regionale.

Ha aperto il Formez al mercato, aggiudicandosi gare con nuove procedure in cui, come mi è stato raccontato, ha trasfuso la sua tenacia ed il suo genio nel dare nuova forma alla storica competenza tecnica dell’Istituto. Ha trasmesso tantissimo, con la sua determinazione, con la sua apparente spigolosità ed il suo sorriso sornione.

Quanto ha insegnato, quanto ha trascinato, quanto ha intuito e perseguito con ferrea volontà tanto contagiosa quanto prolifica! Con la sfrontatezza delle sue “patriarcate”, come con vezzo gli piaceva dire. Lo ricordo lavorare con il Presidente Carlo Flamment ad un’intuizione in tema pensionistico che anticipava di anni il dibattito attuale, perseguendo politiche di giustizia sociale e di tutela del lavoro per i giovani e per le eccellenze. Elaborati, conti Excel, proiezioni e proposte mai banali, sempre concrete, innovative, in una parola - che ne rispecchia la storia personale - “riformiste”.

Non era raro vederlo di recente in TV a spiegare i frutti della sua alta collaborazione con il Governo, come l’APE Sociale, o ad illustrare al pubblico gli scenari economici del prossimo futuro.

Ho perso un amico. Un mio amico con cui ho condiviso l’amore per il Formez.

Lunghe passeggiate intervallate da the caldi o da una birra al Ghetto che erano l’appendice calorosa degli incontri nel suo ufficio a Largo Chigi, ufficio in cui elaborammo quello che poteva essere il progetto pre-navigator per il mondo del lavoro e che volemmo contro tanti ed in favore del Formez, sulle fondamenta solide e sperimentate di Linea Amica. Con Stefano abbiamo difeso e promosso un progetto comunitario in Cina in cui l’Italia si dimostrò leader, prima della miopia che ha gettato un velo di oblio sul Formez.

Insieme a Pechino abbiamo tenuto incontri a tutti i livelli, prima per promuovere la contaminazione del modello di welfare occidentale nel paese del sol levante, poi per difendere il nostro sistema Paese in Europa e nel sistema internazionale dovendo abbandonare il progetto, nel tentativo di minimizzarne i danni prodotti. Anche lì, però ci accompagnava l’affiatamento e camminando con Stefano per Pechino, raccontandoci sia le nostre esperienze nella comunità del Formez, sia le politiche e le persone che avevano reso grande il nostro Paese, lasciavamo le strade principali e ci fermavamo in un hutong per riflettere su come cambiava la Cina con accelerazioni economiche che lasciavano sufficientemente intatte sacche di antichità nella tempestosa realtà moderna. Anche lì, condividevamo la passione per un nostro the orientale. Con Stefano mai una riflessione banale, sempre ragionamenti destinati a volare alti, strategie, prospettive ed impegni per un futuro sempre possibile e sempre “giovani-centrico”, a misura dei giovani, che guarda concretamente al futuro.

Ciao Stefano, ci mancherai, ma nei cuori nulla muore ma tutto si trasforma.  

 

Valeria Spagnuolo

Stefano Patriarca è stato presidente del Formez dal 1996 al 1999. Quando ha assunto l’incarico l’istituto era ancora in una fase di profonda transizione da soggetto deputato alla formazione della classe dirigente – pubblica e privata - del Mezzogiorno a soggetto vigilato dal Dipartimento della funzione Pubblica e, quindi, impegnato sui processi di riforma delle pubbliche amministrazioni. Stefano lavorò molto, e con passione, per dare una identità al Formez e dobbiamo a lui la nascita di alcuni, importanti programmi (RAP 100, CIPA, SI) che hanno creato le basi per il Formez così come lo conosciamo oggi.

Abbiamo in quegli anni iniziato a occuparci di sviluppo locale – o meglio del ruolo che le amministrazioni pubbliche possono svolgere in questo contesto - e ad approfondire il tema della capacità amministrativa. Dopo la breve esperienza di Formez, Stefano è tornato ad occuparsi di temi a lui più cari, in primo luogo la riforma del sistema pensionistico ma ha sempre mantenuto uno stretto e affettuoso legame con tutti noi e ha sempre seguito le vicende di Formez.

Più volte, negli anni, ho chiesto il suo consiglio per trovare soluzione ai tenti problemi – soprattutto di strategia e di vision – che l’istituto ha avuto e l’ho sempre trovato disponibile, attento, curioso e propositivo, come dimostra anche il bellissimo discorso che tenne al convegno per celebrare il cinquantennale del Formez nel 2013.

Ha sempre cercato di risvegliare il nostro orgoglio, che trova radici nella nostra storia, e ci ha incitato a migliorarci, sicuro che ciò fosse nelle nostre possibilità e corrispondesse alle nostre ambizioni.

Mi mancherà il suo consiglio, la sua risata e la sua costante ironia.

 

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Venerdì, 15 Febbraio, 2019 - 09:19