Negli ultimi anni, in Polonia e l’Ungheria sono emerse una serie di deviazioni dallo Stato di diritto difficilmente giustificabili. La loro violazione da parte di uno Stato membro può essere sanzionata, a norma dell’articolo 7, dalle istituzioni europee. La possibilità di usare strumenti aventi forza cogente a tutela dello stato di diritto, e quindi del pluralismo, della non discriminazione, della tolleranza, della giustizia, della solidarietà e della parità tra donne e uomini, ha permesso all’Unione europea di intervenire nei confronti di due suoi Stati membri, la Polonia e l’Ungheria, retti da regimi sovranisti ed euroscettici entrati in collisione con Bruxelles. 14 aprile - Dove portano i sovranismi? L’impatto interno in Ungheria e Polonia
21 aprile - Dove portano i sovranismi? I rapporti tra Ungheria, Polonia e Unione europea
Lezione 6: Dove portano i sovranismi? L'impatto interno in Ungheria e PoloniaAlla fine del 2021 erano attive quasi 200 procedure di infrazione contro il governo di Varsavia, ventuno delle quali riguardavano la giustizia e lo stato di diritto. Un capitolo particolarmente delicato è costituito dalla riforma del sistema giudiziario polacco, che – secondo molti studiosi e analisti – compromette l’indipendenza dei tribunali e della magistratura di quel paese. Nel dicembre del 2021 la Commissione europea ha annunciato l’apertura di una nuova procedura di infrazione contro due sentenze emesse dalla Corte costituzionale polacca, che in sintesi stabiliscono che Varsavia non sarà più tenuta a riconoscere la supremazia delle leggi europee. Anche l’Ungheria di Orban, dove si assiste a un restringimento delle libertà civili e politiche, è un partner sempre più problematico per l’Unione europea. Un recente motivo di conflitto è la legge anti-Lgbt che, tra l’altro, proibisce rappresentazioni e contenuti sull’orientamento sessuale ai minori. ISCRIVITI AL WEBINAR!Lezione 7: Dove portano i sovranismi? I rapporti tra Ungheria, Polonia e Unione europeaNegli ultimi anni, in Polonia e l’Ungheria sono emerse una serie di deviazioni dallo Stato di diritto difficilmente giustificabili. L’unanimità necessaria per l’imposizione delle relative sanzioni ex art. 7 TUE ha costituito un ostacolo insormontabile per il suo utilizzo effettivo. L’inefficacia della clausola di sospensione ha richiesto perciò il ripensamento del sistema di tutela dei valori fondanti dell’Unione. Tra le soluzioni alternative di tutela prese in considerazione, l’utilizzo della procedura di infrazione è risultata finora quella maggiormente efficace. ISCRIVITI AL WEBINAR!
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Lunedì, 11 Aprile, 2022 - 16:48