Cos’è
La Rassegna Stampa #SmartItalia legge tra le righe delle pagine dei giornali cercando elementi di cambiamento e nuove ipotesi, racconta oggi i primi passi per ripartire. Un nuovo modo di fare rassegna stampa intercettando alcuni spunti del cambiamento in atto.
Rassegna Stampa SmartItalia lezioni per il futuro del 09/06/2020
PA e Smart working
Sul Messaggero si legge come il Ministro per la PA, Fabiana Dadone, punti ad avere il 30% dei dipendenti pubblici in smart working dopo la fase di emergenza. Per fare questo è necessario che vengano individuate, da ogni amministrazione, le attività “smartabili” delle quali il 60% potranno essere svolte in modalità di lavoro agile. L’operato del dipendente pubblico in smartworking andrà, inoltre, verificato. L'idea del Ministro sarebbe quella di arrivare a una sorta di "metrica" condivisa delle prestazioni lavorative da svolgere che contabilizzi in quanto tempo viene espletato un certo numero di pratiche, e se poi il dipendente ci metterà meno o più tempo, la cosa importante sarà che vengano raggiunti gli obiettivi. A questo proposito si legge nell’articolo di come sia in lavorazione “un pacchetto di emendamenti al decreto rilancio per rafforzare lo strumento” proprio per stabilire le regole per il lavoro in smartworking dopo l’emergenza sanitaria . La stessa Fabiana Dadone ha esplicitato di recente come “in prima battuta, complice l'emergenza sanitaria, abbiamo trasformato lo smartworking in realtà e ora lo stiamo consolidando per renderlo davvero flessibile e ancorato a obiettivi e risultati. Adesso, invece, snelliamo le procedure dei concorsi, rilanciamo rapidamente la stagione del reclutamento e puntiamo sulle nuove competenze che servono alla Pa del futuro, a partire da quelle digitali e trasversali” . L’attenzione, quindi, è sulla flessibilità del lavoro, sulle competenze, sulle procedure dei concorsi e sulla digitalizzazione. Il Ministro della Pa sottolinea, infatti, come sia fondamentale “mettere sempre più la Pa al passo con i tempi e renderla capace di sostenere il sistema Paese nel suo grande e coraggioso sforzo di rilancio”.
Sul Foglio di ieri vengono riportati gli esiti di un’indagine condotta da Forum PA, dal 17 aprile al 15 maggio, su 5225 lavoratori. Secondo questa indagine l’87,7% sono i lavoratori in smartworking che non avevano mai svolto la propria attività lavorativa da casa e che si sono dovuti dotare di strumenti e collegamenti web propri, condividendoli spesso con gli altri componenti della famiglia. L’88% del campione ritiene lo smart working una buona modalità lavorativa e il 61% di questi auspica che la cultura del lavoro, basato sulla flessibilità e sul senso di collaborazione tra i diversi enti, possa continuare anche dopo l’emergenza. IL 69,5% ritiene di avere potuto organizzare meglio il lavoro e di questi il 45,7% reputa di avere avuto più tempo per la famiglia, e il 34,9% di avere lavorato in un clima di maggiore fiducia. Il 66% ritiene che lo smart working vada unito a modalità di incontro in ufficio, sebbene per il 41,3% dei lavoratori sia migliorata l’efficienza nel lavoro. Il 60% vorrebbe continuare a lavorare da casa, anche dopo “ma non tutti i giorni”.
Pa e semplificazione
Sul Sole24Ore viene sottolineata la necessità di semplificare le procedure e di snellire la burocrazia che rischia di ostacolare l’attuazione delle misure e la spesa per la ripartenza del Paese. Il decreto “Rilancio”, come è noto, ha semplificato per l'emergenza, ma sarà il decreto “Semplificazione” che cercherà di trovare le soluzioni più idonee per semplificare l’azione della PA. Si legge, infatti, come “accanto a tante soluzioni immediate, occorre immaginare il futuro e mettere in cantiere riforme strutturali che spaziano dalle assunzioni di personale preparato, la riorganizzazione degli uffici, la riforma della giustizia, il riordino normativo, ecc. Il momento potrebbe essere favorevole perché l'emergenza può far cadere tanti veti incrociati, ma occorre molta determinazione anzitutto politica. La sfida sarà semplificare la burocrazia”.
Sul Sole24Ore di ieri si legge come “la sfida vera sia riformare la Pa senza scrivere l’ennesima riforma” per agire sul cambiamento della Pubblica amministrazione non occorre infatti “la riforma del secolo ma una serie di interventi tesi a rinnovare le amministrazioni, puntando su una organizzazione più flessibile capace di risponde più rapidamente alla innovazione tecnologia, alla competizione sempre più intensa, alle esigenze dei cittadini”. Una flessibilità che si muove secondo tre variabili lavoro (gestione delle risorse umane”, organizzazione e tecnologia).
Strumenti e provvedimenti
Sul Messaggero un articolo racconta come l’App Immuni sia da ieri in via di sperimentazione in 4 Regioni (Marche, Puglia, Abruzzo e Liguria) i cui operatori sono tenuti a caricare sul server pubblico di Sogei i codici anonimizzati degli utenti che sono risultati positivi al tampone per il Coronavirus e che hanno scelto di prendere parte al monitoraggio. Sono ad oggi due i milioni di download registrati, ma mancherebbe “il dettaglio regionale che permetterebbe alle autorità sanitarie locali di avere contezza della situazione. Queste cifre sarebbero nella disponibilità esclusiva degli store digitali ma non delle strutture sanitarie a cui, senza dubbio, tornerebbero più utili”. L’altro ostacolo, riportato nell’articolo, è legato a quel 16% di intervistati che sarebbero sicuramente intenzionati a scaricare l’app e ad avvalersene. Da uno studio recente, però, l’app avrebbe una sua valenza per contrastare la diffusione del virus, solo se lo utilizzassero il 60% dei cittadini italiani.
Scuola
Si legge su Repubblica di ieri come, in attesa delle linee guida del Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, dalle stime dei sindacati e dal rapporto intermedio degli esperti, presieduto dall’economista Patrizio Bianchi, emerge che ci vorranno altri 3 miliardi, da aggiungere ai 1,5 del decreto “Rilancio”, per fare ripartire la scuola a settembre. Questo se si vuole garantire l’orario e la didattica in classe a piccoli gruppi di alunni (10- 12). Viene stimato, inoltre, un necessario aumento dell’organico pari al 10- 15%.