Cos’è
La Rassegna Stampa #SmatItalia legge tra le righe delle pagine dei giornali cercando elementi di cambiamento e nuove ipotesi per affacciarsi alla fase 2, arricchiti dall’esperienza maturata . Un nuovo modo di fare rassegna stampa intercettando alcuni spunti del cambiamento in atto.
Rassegna Stampa SmartItalia lezioni per il futuro del 21/05/2020
PA e Smart working
Sul Tempo un interessante articolo sul tema dello smart working mette a confronto le realtà regionali differenti nel livello di ricorso al lavoro agile. Il Ministro Fabiana Dadone ha dichiarato recentemente di volere “mettere a regime” il sistema dello smart working anche dopo l’emergenza, auspicando che almeno il 30-40% dei dipendenti pubblici possa continuare a lavorare da remoto. Lo smart working, sostiene Fabiana Dadone “non si tradurrà solo in un lavorare da casa, ma ci saranno anche delle postazioni di co-working”. I dati parlano chiaro a Roma, ad esempio, sono tornati in ufficio un dipendente su quattro, mentre gli altri continuano a lavorare da casa. Dei 3 milioni e mezzo di lavoratori della Pubblica Amministrazione, secondo i dati del Ministero della P.A., stanno lavorando da casa il 75% rispetto alla Fase 1 quando il dato ammontava ad oltre il 90%. La media dei dipendenti delle Regioni che lavorano da casa è del 73,8% con differenze considerevoli da regione a regione. In Lombardia la percentuale di chi lavora da remoto arriva al 98,4% del totale dei dipendenti, in Calabria e in Basilicata, regioni meno colpite dal virus la percentuale è rispettivamente del 46% e del 56%. Nel Lazio, relativamente poco colpito dal Covid-19, il 96% lavora in smart working e in Veneto solo il 51%.
In una lettera pubblicata sul il Foglio si sottolinea come il ricorso allo smart working debba garantire parallelamente la semplificazione delle procedure anche per sostenere il lavoro del funzionario pubblico tenuto a svolgere le pratiche e a garantire i servizi al cittadino. Si legge “Sarebbe opportuno però preliminarmente creare una direzione generale informatica presso il ministero, finalizzata alla revisione e semplificazione delle procedure. Infatti nel corso degli anni si sono stratificate, in maniera anarchica soprattutto per questioni di appalti, procedure poco funzionali e che non dialogano fra di loro, rendendo il lavoro dei dipendenti pubblici frustrante e, spesso, poco risolutivo per gli utenti” auspicando una “svolta informatica” della PA chiamata a dotarsi di piattaforme capaci di innovare e rendere efficacie il servizio al cittadino.
Una lettera pubblicata su Libero reagisce alla dichiarazione resa ieri da Fabiana Dadone alla Stampa nella quale il Ministro per la PA ha dichiarato di volere mantenere tra il 30 e il 40% dei dipendenti pubblici a lavorare da casa anche nel post-Covid, abbandonando così "il feticcio del cartellino, le polemiche sui furbetti, e iniziamo a far lavorare per obiettivi”. Nella lettera pubblicata da Libero si legge, invece, che “la parola chiave nel pubblico dovrebbe restare quella del ‘controllo’, per un settore che nella sua storia ha dimostrato di non saper gestire la troppa libertà”.
Anche su la Verità un attacco al Ministro Dadone e all’intenzione di giungere, dopo l’emergenza Covid 19, a fare lavorare da casa un dipendente su quattro “Possiamo anche capire che voglia rinunciare a tornelli, impronte digitali, sospensioni, minacce di licenziamento e tutto quello che in questi anni è stato pensato per cercare di evitare il reato di chi bigia il lavoro perché lei magari è più interessata a evitare la protesta di qualche sindacato”. Si tratta di opinioni e di resistenze di chi forse la PA non la conosce del tutto, una PA per la quale dovrebbero valere più parole come senso dello Stato, responsabilità, servizio al cittadino, dialogo collaborativo, comunicazione pubblica e valutazione.
Sul Corriere della Sera nella pagina di Roma un articolo si sofferma sulle modalità attuative per garantire il 30% dei lavoratori in smart work della Capitale, valutandoli sugli obiettivi raggiunti. Si legge come relativamente alle indicazioni per lo smart working, a cui sta lavorando insieme ai sindacati il Ministro per la Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, “potrebbero anche prevedere penali per i dipendenti che non rispettano il termine della presentazione dei progetti”. La busta paga non cambierà, ma sarà calibrata sulle nuove modalità introdotte nel corso dell'emergenza Covid che i Comuni puntano a far diventare strutturali.
Pa e semplificazione
Sulla Stampa di oggi un articolo dedicato al tema della semplificazione amministrativa e a come Anac in attesa del decreto “Semplificazione”, annunciato dal Governo, sottolinei come ci si debba basare non sul modello di Genova (senza gare e con deroghe a 360 gradi), ma sul modello di Expo che ha previsto controlli preventivi. Si tratta di un sì alle semplificazioni “purché circostanziate per evitare i rischi di illeciti e infiltrazioni criminali”. Anac auspica investimenti sulla qualità della pubblica amministrazione che è "causa di blocchi e ritardi più delle norme soggette a vorticosi cambiamenti”. Si legge, inoltre, come Anac abbia pubblicato un vademécum per gli enti pubblici, sia centrali sia locali, per “fare appalti semplificati e veloci a legislazione vigente”.
Regioni
Sulla Stampa un articolo dedicato alle raccomandazioni dell’Ue ai Paesi membri e all’Italia secondo le quali l’Italia ha dimostrato “Debolezze strutturali del sistema sanitario” e scarsità di “coordinamento tra le autorità centrali e regionali”. Secondo la Commissione europea questi due motivi avrebbero aggravato la crisi sanitaria da coronavirus in Italia. Anche se durante le prime fasi della pandemia “la risposta dei sistemi regionali si è basata principalmente su una mobilitazione straordinaria che ha compensato i limiti dell'infrastruttura fisica, del numero di operatori sanitari e degli investimenti degli anni passati”. Secondo la Commissione europea per accedere al recovery fund andranno intraprese delle riforme che mirano non solo ad un maggiore investimento sulla Sanità ma anche ad un efficacie dialogo Stato regioni.
Strumenti e provvedimenti
Sul Mattino un articolo racconta di come sia pronto il sistema di tracciamento dei contatti Apple e Google e l’App Immuni sottolineando l’importanza che i sistemi dialoghino tra loro aumentando anche “le possibilità di rendere interoperabile l'app italiana con altre utilizzate all'estero in forme tali da proteggere la riservatezza degli utenti” come dice il Ministro dell’Innovazione Paola Pisano.