Rassegna Stampa #SmartItalia lezioni per il futuro del 30/07/2020
Cos’è
La Rassegna Stampa #SmartItalia legge tra le righe delle pagine dei giornali cercando elementi di cambiamento e nuove ipotesi per affacciarsi alla fase 2, arricchiti dall’esperienza maturata . Un nuovo modo di fare rassegna stampa intercettando alcuni spunti del cambiamento in atto.
PA e smart working
Sul Messaggero di oggi nell’intervista al Ministro per la PA Fabiana Dadone viene sottolineato come a differenza della fase emergenziale “lo smart working non implicherà uffici chiusi ma solo una modalità più flessibile di svolgere la propria prestazione lavorativa in ottica di risultato”. Si legge, inoltre, come “la pubblica amministrazione dovrà essere il traino per il rilancio del Paese”. L’obiettivo è di portare i talenti del Sud nella PA, cosi il Ministro ha raccontato il piano per assumere ingegneri e informatici e per spingere sulla digitalizzazione. Il reclutamento del personale per la PA avverrà attraverso nuove modalità di realizzazione dei concorsi pubblici dove lo spid sarà obbligatorio e la valutazione avverrà anche attraverso quiz “sul carattere” con lo scopo di valutare i “soft skills”.
Sempre sul Messaggero di oggi in un’intervista al Presidente del Formez PA Alberto Bonisoli, sul tema dei concorsi pubblici, dove si sottolinea come il modello dei concorsi post-Covid sia già operativo tanto che come ha ricordato lo stesso Presidente di Formez PA, "stiamo cercando di cogliere l' occasione per introdurre molte modernizzazioni in questo settore così importante della pubblica amministrazione". L'esperienza del Covid ha spinto la PA all'accelerazione della "modernizzazione di questo segmento della pubblica amministrazione" con l’introduzione di "innovazioni concrete" nella procedura dei concorsi e nelle tecnologie destinate a "rendere più facile la vita di chi partecipa al concorso e più efficiente il risultato per le amministrazioni".
Su Repubblica di ieri un articolo sulla direttiva in arrivo da Bruxelles “per garantire pari diritti a tutti i lavoratori” e in particolare sul disegno di legge che in Italia è stato depositato al Senato e che “mette limiti alle fasce di reperibilità e agli orari delle prestazioni”. In effetti la legge attuale sullo smart working “rinvia all’accordo tra lavoratore e datore di lavoro le modalità di lavoro agile, compreso il diritto di disconnessione” ma il testo depositato al Senato prevede alcuni paletti che “stridono con la richiesta dei sindacati di demandare tutto alla contrattazione collettiva”. Dal 2021 nella PA ogni singola Amministrazione dovrà “elaborare il Pola (Piano organizzativo per il lavoro agile) stabilendo percentuali e modalità di svolgimento, nonché la valutazione per obiettivi”.
PA e semplificazione
Sul Quotidiano del Sud l’altra Voce dell’Italia un articolo sostiene la scarsa efficienza della Pubblica Amministrazione attanagliata nel suo agire dalla burocrazia ed individua nella “etica pubblica” la ricetta per liberare il Paese “dalle scartoffie e le grinfie dei burocrati”. Si legge, infatti, come “sarebbe ora di chiedersi perché il pubblico impiego stenta nel complesso ad essere adeguato ad una società che avrebbe bisogno di maggiore efficienza nei servizi”. Viene ricordato come il decreto semplificazioni preveda vari provvedimenti proprio per snellire e rendere più efficiente l’azione della PA, ma nell’articolo viene dato rilevo, proprio per ovviare alla inefficienza della PA, al ruolo del “civil cervant” da riconoscere al funzionario pubblico.
Scuola
Sul Giornale di oggi un articolo mette in luce le difficoltà, ancora in essere, per mettere in sicurezza gli istituti scolastici, in tempo per la riapertura delle scuole prevista a settembre. Il Commissario Arcuri ha, infatti, deciso di prorogare dal 30 luglio al 5 agosto la scadenza del bando che prevede la realizzazione di 3 milioni di banchi, sui 2,5 effettivamente richiesti dai 40mila plessi scolastici. Dovranno, inoltre, essere a disposizione 11 milioni di mascherine chirurgiche al giorno e 2 milioni di test sierologici rapidi da somministrare ai docenti e al personale Ata. Si legge inoltre come “non si esclude l’utilizzo di ulteriori dispositivi ma questo lo deciderà l’intero comitato tecnico scientifico”.