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Rassegna Stampa #SmartItalia lezioni per il futuro

Creato il:  15 Settembre 2020

Rassegna Stampa #SmartItalia lezioni per il futuro del 15/09/2020

Cos’è                                                                                                                      

La Rassegna Stampa #SmartItalia legge tra le righe delle pagine dei giornali cercando elementi di cambiamento e nuove ipotesi per affacciarsi all'attuale fase arricchiti dall’esperienza maturata. Un nuovo modo di fare rassegna stampa intercettando alcuni spunti del cambiamento in atto.

Pa e smart working

Sul Messaggero un articolo sul ritorno in ufficio degli statali. Si legge infatti come da oggi “il lavoro agile non è più considerato modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa della Pa”. Rientrano quindi in ufficio 500mila dipendenti della Pubblica Amministrazione “non tutti però troveranno ad accoglierli mascherine, visiere anti-contagio e barriere divisorie” come era stato invece previsto dal protocollo firmato a luglio dal Ministro per la PA, Fabiana Dadone. Non tutte le amministrazioni si muovono nello stesso modo, tanto che si legge come la Regione Lazio abbia richiamato in ufficio la metà dei suoi dipendenti in smart working mentre per la Regione Lombardia “i dipendenti impiegati in attività che possono essere svolte in modalità agile potranno lavorare da remoto solo la metà del tempo”.

Su Conquiste del Lavoro un articolo ricorda come il 15 ottobre scadrà il meccanismo semplificato relativo allo smartwork e si tornerà alla legge 81 del 2017 che prevede accordi individuali per il ricorso allo smart working. Questo se nel giro di un mese non si sarà fatto ricorso ad una nuova regolamentazione in linea con l’intento del Governo “che punta a rendere stabile lo smart working nella PA con un quota del 50% (per i lavoratori che possono svolgere l’attività da remoto)”. Per rendere stabili infatti 4 milioni di lavoratori in smart work dovrà essere “molto probabilmente modificata la legge n 81 del 2017 che aveva introdotto questa modalità di lavoro agile”. E’ quindi auspicabile il passaggio dall’accordo individuale alla disciplina collettiva in cui sarà prevista una quota percentuale “come già fatto dalla Ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone con le direttive per la PA".

Un articolo su NT Enti Locali esamina i casi in cui nella PA lo smart work venga previsto con o senza un piano organizzativo (Pola), sottolineando come in ogni caso sia necessaria una regolamentazione. Si legge come il Pola, che dovrà essere adottato ogni anno entro il 31 gennaio, preveda tre i profili “da un lato le scelte organizzative che intende compiere l’ente per valorizzare lo strumento del lavoro agile; dall’altro i percorsi di formazione del personale sul tema e i requisiti tecnologici correlati alla sua attuazione; infine le misure di integrazione, di adattamento, adattate al sistema della performance, per meglio verificare anche attraverso il coinvolgimento dei cittadini, i risultati conseguiti e l’incremento della qualità dei servizi erogati”. Comunque sia, viene sottolineato che, senza l’adozione del Pola il lavoro agile verrà applicato almeno al 30% dei dipendenti “ove lo richiedano” mentre in presenza del Pola sarà applicato ad almeno al 60% dei lavoratori, destinati ad attività “smartabili”.

Su Italia Oggi un’interessante digressione sui buoni pasto per i lavoratori agili. Nell’articolo vengono disquisite tutte le argomentazioni sul tema, sottolineando che i buoni pasto “se obbligatori godono del beneficio fiscale”. Si legge inoltre come “si tratta di un beneficio in base alle modalità concrete di organizzazione del lavoro: presenza o meno ad esempio del servizio mensa. Caratteristica che non viene affatto meno nel caso del lavoratore agile al quale va comunque assicurato, al pari degli altri lavoratori, il servizio sostitutivo di mensa nel rispetto dell’art.20, cit. Che il buono pasto sulla base dei contratti debba essere riconosciuto senza alcuna deroga si ricava anche dalla disciplina generale che assegna il buono al lavoratore subordinato a tempo pieno /parziale”.

Pa semplificazione e trasparenza

Sul Sole24Ore un articolo illustra, con dovizia di particolari, come funziona la piattaforma notifiche e come accedere attraverso l’App “Io”,  favorendo lo scambio tra i privati e la PA e rendendo possibile l’accesso ai documenti disponibili sulla piattaforma stessa. In un altro articolo, sempre sul Sole24Ore ,viene illustrato come questo sistema di notifica digitale, con pieno valore legale di atti provvedimenti e avvisi e comunicazione verso i cittadini e le imprese, sia gestita da PagoPa spa con l‘obiettivo di “ridurre i costi e diminuire i contenziosi legati ai vizi della notifica stessa”, come previsto dal Decreto Semplificazioni che disciplina le modalità di funzionamento della piattaforma per la notificazione digitale degli atti delle pubbliche amministrazioni.

Scuola

Sul Corriere della Sera un articolo racconta di come in occasione dell’inizio delle scuole manchino ancora 100mila docenti e due milioni di banchi. Si legge infatti come dei 2,4 milioni di banchi richiesti “ne sono arrivati 200mila e altri 600mila si vedranno a fine mese”. Infine, rispetto all’organico, nonostante i 200mila supplenti previsti, sono ancora 100mila le cattedre vuote.

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Martedì, 15 Settembre, 2020 - 17:28