Home > Notizie > Rassegna Stampa di Formez PA #SmartItalia

Rassegna Stampa di Formez PA #SmartItalia

Creato il:  24 Marzo 2020

Cos’è

La rassegna stampa propone, uno o due volte alla settimana, approfondimenti su come la stampa racconta l’emergenza Covid 19 e su come la Pubblica Amministrazione sta adottando strumenti innovativi, mettendo in campo inedite modalità lavorative, maturando una nuova consapevolezza. Racconteremo come il Governo lavori a provvedimenti sempre più stringenti e alla relazione con le Regioni nella ricerca di una governance efficace capace di contenere il virus. Infine, quando potremo, rifletteremo su cosa significhi vivere questa nuova quotidianità dovendo rimanere a casa e lavorando da remoto.

PA e smart working

Partiamo da quanto dice oggi il Ministro Fabiana Dadone per la Pubblica Amministrazione che, come è noto, ha promosso subito lo smart working nella PA con due provvedimenti piuttosto incalzanti (Direttiva N°1 /2020 e Circolare del 4 marzo). “Ricevo molte segnalazioni di dirigenti che si rifiutano di attuare lo smart working”. Questo ci racconta di come ancora c’è chi non  ha chiara l’urgenza sanitaria in cui viviamo. Oggi su Repubblica si legge che i lavoratori in smart working o in modalità lavoro agile da 570mila sono passati in pochi giorni a 8 milioni. Stanno facendo ricorso a questa modalità categorie che prima non avevano certo preso in considerazione questo strumento come ad esempio gli insegnanti che “si sono dovuti reinventare una didattica online utilizzando le piattaforme e gli strumenti informatici esistenti”. Si ipotizza, addirittura,  che se non si potesse rientrare a scuola in tempo utile, lo svolgimento degli esami potrebbe avvenire via web. E non solo per gli esami di maturità, ma anche per quelli di terza media e questo grazie all’attivazione di piattaforme specifiche. A questo proposito si legge in articolo odierno su Italia Oggi come “sette scuole su 10 hanno scenari innovativi” basti pensare i servizi di comunicazione tra scuola e famiglia sono presenti nel 96% degli istituti. Il ricorso allo smart working lo hanno adottato anche le PA che nonostante l’urgenza e alcuni deficit informatici e organizzativi “hanno fatto un corso accelerato di digitalizzazione che in tempi normali avrebbe richiesto anni”. Non solo per i dipendenti, ma anche per i dirigenti questa nuova modalità di lavoro può non essere sempre del tutto accettata, come le parole sopra menzionate del Ministro Dadone confermano. Eppure l’esenzione dal servizio di un dipendente va considerata l’estrema ratio e va decisa con atto motivato. Come si legge oggi su Il Sole24 Ore “la gestione delle risorse umane deve seguire un iter ben preciso come preannunciato nel DPCM dell’11 marzo e recepito in toto nel decreto Cura Italia”. Questa enorme rivoluzione del mondo lavorativo prevede la messa a punto di sistemi di tutela e di protezione del dipendente come quelli richiamati su Il Quotidiano degli enti locali di oggi che racconta come i dipendenti positivi al test sono, ad esempio, in infortunio.

La PA è più ricettiva e reattiva di quanto potremmo immaginare. Ne è un esempio è l’Emilia Romagna che, in pieno flagello Covid 19, si organizza facilitando la creazione dello Spid al cittadino senza la necessaria autentificazione di persona presso gli uffici, precedentemente prevista. La creazione e l’utilizzo dell’identità digitale viene usata ad esempio per l’accesso al fascicolo sanitario elettronico. Ecco che per richiedere il sistema Pubblico di identità digitale oltre alla compilazione online prevista, sarà necessario mandare la fotocopia della propria carta di identità con un successivo riconoscimento via web.

Governo e Regioni

Il punto di oggi è che le Regioni e il Governo sono impegnati nella ricerca di un equilibrio, di una governance che sia efficace per la difesa dei cittadini. E’ allo studio un decreto legge che risolva la dicotomia di chi decide. Sul tavolo del Consiglio dei Ministri di questo pomeriggio c’è una clausula per la quale le norme centrali superano quelle dei presidenti di regione. “Il decreto di Palazzo Chigi pubblicato in Gazzetta Ufficiale domenica sera non ha nei fatti la forza sufficiente per fissare le regole uguali per tutti” si legge sul Sole24Ore. L’idea di un decreto legge è il tentativo anche di “superare il caos creato dall’incrocio tra le regole nazionali e quelle scritte nella pioggia di ordinanze regionali”. Sono molteplici gli strumenti allo studio per ridurre da un lato l’epidemia e dall’altro per trovare “manodopera” specializzata in grado di sopperire  alla mancanza di medici e infermieri. Come sappiamo il bando per  volontari medici ha ricevuto più di settemila candidature sui 300 posti ipotizzati. Ora è il tempo del bando per gli infermieri  “sarà un bando online per reclutare infermieri volontari da inviare nelle regioni più colpite dal Coranvirus”. Proprio l’urgenza di medici ha spinto ad aumentare di 2000 unità i posti per la facoltà di medicina anche se resterà comunque a numero chiuso.

Gli strumenti

Tra gli strumenti a cui si sta pensando, come si legge sulla Stampa di ieri, c’è quello di un monitoraggio digitale. Nei prossimi tre giorni si raccoglieranno le migliori proposte per la soluzione tecnologica al problema di monitorare l’epidemia. E’ un’iniziativa del Ministero per l’Innovazione tecnologica, il Ministero della Salute, l’Istituto superiore di sanità, l’OMS con il supporto di un comitato scientifico multidisciplinare. Anche l’ipotesi, paventata da molti, di istituire un sito internet nel quale tutte le persone che hanno sintomi perduranti si possono segnalare, consentirebbe di avere una contezza maggiore della possibile diffusione del virus e, in questo modo, si avrebbe una mappatura più completa  dei casi infetti non ospedalizzati e della loro distribuzione sul territorio. Anche la questione relativa alla produzione delle mascherine e dei Dispositivi per i dipendenti viene regolamentata, come si legge sul Sole24Ore di ieri. Come sappiamo il DL 18/20 ha previsto “importanti deroghe in materia di produzione e distribuzione di mascherine chirurgiche e di altri DpI” previo invio all’Istituto superiore di sanità e all'INAIL di una autocertificazione che attesti le caratteristiche tecniche in base alle norme vigenti.

 

Area tematica: 
Tipo di Contenuto: 
Data pubblicazione: 
Martedì, 24 Marzo, 2020 - 17:30