Rassegna stampa #SmartItalia del 26/03/2020
La rassegna stampa propone, uno o due volte alla settimana, approfondimenti su come la stampa racconta l’emergenza Covid 19 e su come la Pubblica Amministrazione sta adottando strumenti innovativi, mettendo in campo inedite modalità lavorative, maturando una nuova consapevolezza. Racconteremo come il Governo lavori a provvedimenti sempre più stringenti e alla relazione con le Regioni nella ricerca di una governance efficace capace di contenere il virus. Infine, quando potremo, rifletteremo su cosa significhi vivere questa nuova quotidianità dovendo rimanere a casa e lavorando da remoto.
PA e smart working
Anche oggi la rassegna parte dalle parole del Ministro Fabiana Dadone per la Pubblica Amministrazione che ieri intervenendo alla Camera al question time ha parlato di “altissima capacità di reazione dell’amministrazione pubblica”. I dati che emergono dal monitoraggio del Dipartimento della funzione pubblica ci dicono infatti che lo smart working riguarda l’83% dei dipendenti della Pa centrale. Anche le regioni hanno risposto bene, questo a partire dalla regione Lazio che ha messo in smart working il 96,6% dei dipendenti, seguita da Emilia Romagna e Umbria. Le regioni che si confermano meno reattive alla modalità di lavoro da remoto, come si legge oggi su Italia Oggi, sono il Friuli Venezia Giulia, la Valle d’Aosta, il Veneto e la Basilicata abbassando la media nazionale a 68,2%. Sul Sole 24 si legge, inoltre, come l’Inps abbia messo in smart working l’85% dei suoi dipendenti e l’INAIL il 70%.
Sempre il Ministro Dadone ha detto ieri in riferimento allo smart working come “Purtroppo non tutti i dirigenti si stanno adeguando, qualcuno ha ancora timore a riorganizzare il lavoro” questo però non ha inficiato una valutazione complessivamente molto positiva ha dato commentando su twitter “I numeri che arrivano dalle regioni sono incoraggianti. Mentre la Pa risponde alla difficile sfida del presente, costruisce già i suo futuro”.
Provvedimenti
I provvedimenti per contenere il virus continuano dal Governo che ieri dopo un trattativa con i sindacati si è impegnato a rivedere l’elenco dei lavori indispensabili alleggerendolo di 200mila unità lavorative. Anche il nuovo modello per l’autocertificazione, diffuso con una circolare inviata ai prefetti già nella serata del 23 marzo, prevede chiaramente l’obbligo di indicare l’indirizzo da cui è avvenuto lo spostamento e la destinazione. Sono inserite inoltre altre precisazioni come quella che prevede come motivazione di assoluta urgenza quella di raggiungere porti, aeroporti e stazioni ferroviarie per trasferire i propri congiunti alla propria abitazione. Come si legge nell’articolo di ieri apparso su Italia Oggi.
Gli strumenti
Tra gli strumenti che si stanno velocemente mettendo a punto per arginare la pandemia c’è la imminente realizzazione di un app capace di mappare i contagi. “Innova per l’Italia” è il bando lanciato dai Ministeri per l’Innovazione, Sviluppo economico, Università e ricerca che scade oggi e che ha ricevuto solo il primo giorno 270 proposte vagliate man mano che arrivavano. Come si legge su Il Giornale di oggi non si tratta, come dice il Ministro Pisano, di un software “obbligatorio” ma di una applicazione per smartphone a cui sarebbe volontario registrarsi.
Per affrontare questo momento di crisi sanitaria di Zucchetti offre gratis un software di telemedicina per far fronte alla carenza di posti in ospedale. Il software è stato utilozzato per l’ospedale di Lodi con buoni risultati. Il progetto prevede assistenza a distanza per quei pazienti che non sono più nella fase acuta della malattia e che possono essere seguiti a domicilio. Come si legge su Italia Oggi “lo sviluppo futuro del progetto prevede la possibilità di monitorare i pazienti sul territorio in modo continuativo, garantendo così il migliore accesso alle cure e la gestione più adeguata delle risorse”.
La vita del cittadino è completamente cambiata da due settimane ed anche fare la spesa può diventare un terno all’otto. Stare ore in fila, anche se a distanza, avendo decine di persone davanti, può certamente causare un profondo senso di incertezza. Viene quindi proposto al consumatore l’utilizzo di un’app “salta coda” (www.DoveFila.it) che informa sullo stato delle file davanti ai vari supermercati per “monitorare in tempo reale quali siano in quel preciso momento i supermercati di quartiere dove l’attesa per entrare è minore” come si legge oggi sulla pagina romana della Repubblica come consultando il portale di possa ”.