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Rassegna Stampa #SmartItalia lezioni per il futuro

Creato il:  29 Maggio 2020

Cos’è

La Rassegna Stampa #SmatItalia legge tra le righe delle pagine dei giornali cercando elementi di cambiamento e nuove ipotesi per affacciarsi alla fase 2, arricchiti dall’esperienza maturata . Un nuovo modo di fare rassegna stampa intercettando alcuni spunti del cambiamento in atto.

Rassegna Stampa SmartItalia lezioni per il futuro  del 29/05/2020

Pa, semplificazione e smart working

Nell’intervista di oggi al Ministro per la PA Fabiana Dadone, apparsa su Repubblica, vengono affrontate alcune tematiche di attualità: dai concorsi, alla semplificazione, allo smart working fino al codice degli appalti.

I concorsi saranno interamente gestiti in modo digitale dalla domanda, alle prove scritte, fino alla correzione, secondo il Ministro “non ci saranno più maxi prove nella Capitale ma diffuse sui territori, utilizzando scuole, università, a piccoli gruppi per esigenze sanitarie, ma non solo, nelle prossime settimane arriveranno i nuovi bandi”.  Il lavoro per il decreto semplificazione, per il quale il Governo e il comitato di esperti stanno lavorando, è atteso per giugno e prevede la semplificazione nell’azione della PA. Il Ministro sottolinea come “la funzione Pubblica è in prima linea per l’impegno tanto atteso per sciogliere i lacci e lacciuoli della burocrazia” . L’auspicio è di rendere la PA sempre più digitalizzata “finora la digitalizzazione ha significato mettere i documenti in pdf senza risolvere molto, invece nel decreto semplificazione verrà affermato il principio del ‘one only’ ”. Insomma, l’emergenza Covid ha smosso la PA, accelerando la rivoluzione culturale che non è basata sul cartellino, ma sulla definizione dei risultati attesi e sulla collaborazione tra le PA “faremo in modo che gli uffici perdano la 'gelosia' verso i dati che custodiscono e li mettano a disposizione di tutto il sistema”. Infatti, “le banche dati verranno digitalizzate con accesso a tutte le amministrazioni” questo consentirà di chiedere al cittadino, una volta solo, il documento  necessario e non ripetutamente come accade ancora oggi. Anche la firma digitale è un’innovazione che va accompagnata anche dai controlli, preventivi ed ex post, relativamente alle procedure, che non solo tuteleranno il funzionario, terrorizzato per la troppa burocrazia e dal danno erariale, ma faranno in modo di "eliminare il rischio di arrivare ad un risultato diametralmente opposto rispetto alle premesse”. Anche il tema dello smart working è stato affrontato, ricordando come l’emergenza sanitaria abbia costretto a mettere in smart working una stragrande maggioranza di impiegati pubblici senza inficiare per questo la produttività della PA “Ora con lo smart working non torneremo indietro: pensiamo di rimanere a regime intorno al 30/40% trasformandolo in una modalità realmente flessibile” ha ribadito Fabiana Dadone. Infine il tema degli appalti: “la mia attenzione è rivolta soprattutto agli appalti sotto soglia al di sotto dei 5 milioni di euro” le cui procedure vengono lasciate alla discrezionalità delle amministrazioni più piccole perché mancano le indicazioni, “servono norme chiare” e un “minimo di accompagnamento da parte dello Stato” ha sottolineato il Ministro per la PA.

Un articolo su ItaliaOggi sottolinea come “se il sistema pubblico italiano (stato, regioni, comuni, sanità, scuola, giustizia, aziende ed enti) continua ad essere arretrato e non interconnesso come ora, anche i settori dell’industria, dell’agricoltura, del commercio e dei servizi resteranno al palo” è necessario, quindi, per affrontare la crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria, che la PA compia un cambio di paradigma, “occorre ridefinire le procedure rendendole ‘native’ digitalmente ripensandole per il nuovo sistema e insieme garantendo tutti gli elementi di trasparenza e il giusto procedimento che sono alla base del sistema pubblico”. La riflessione che viene fatta è che non solo le tecnologie digitali, il blockchain, lo smart contract tra amministrazione e cittadino e tra le amministrazioni, saranno necessari, ma anche un profondo ripensamento del CCNL orientato al modello dello smart working che dà maggiore flessibilità, essendo basato sui risultati da raggiungere e non sulla concezione del cartellino, e che prevede un maggiore equilibrio tra tempi di lavoro e tempi di vita. Inoltre, l’auspicio di Ali Autonomie locali italiane è di procedere ad un grosso piano formativo che garantisca alle nuove leve della PA lo sviluppo delle nuove competenze.

Regioni

Un articolo sul Corriere della Sera approfondisce il tema della riapertura dal 3 giugno che prevede gli spostamenti tra le regioni e dall’estero, questo sempre che i dati epidemiologici di Piemonte e Lombardia non peggiorino. Al momento, oltre al timore per queste due regioni, vi è quello delle regioni del centro sud che sarebbero favorevoli al test sierologico effettuato qualche giorno prima così da garantire una maggiore sicurezza e fornire una sorta di patentino sanitario. L’ipotesi non piace al Ministro per gli affari regionali Francesco Boccia che propenderebbe più per l’ipotesi della “quarantena breve” per scongiurare il diffondersi di focolai pericolosi. Qualora, invece, i dati del monitoraggio settimanale del Ministero della salute non fossero confortanti, l’ipotesi sarebbe quella di rinviare per tutte le regioni di una settimana l’apertura, andando incontro ai suggerimenti di maggiore cautela del mondo scientifico. Chiarisce infatti Francesco Boccia “misure restrittive rispetto ai decreti non sono vietate ma devono essere comunque in linea, altrimenti impugneremo i provvedimenti davanti al TAR”.

Strumenti e provvedimenti

Un articolo sul Corriere della Sera mette a fuoco il futuro utilizzo del recovery plan che ha tra gli obiettivi propri la coesione sociale. Lo strumento dell’Unione europea a favore del nostro Paese andrà a supportare la coesione sociale e le famiglie, finanziando due strumenti: l’assegno unico per i figli che prevedeva 200 euro al mese per i figli fino a 18 anni e il Family Act che tra le altre cose prevedeva un bonus per le donne che tornano al lavoro dopo la maternità e il potenziamento del congedo parentale per il padre. Con tutta probabilità il recovery found non potrà essere utilizzato per tagliare le tasse e in particolare l’Irpef. Il grosso delle risorse del recovey plan sarà invece concentrato sugli investimenti con una particolare attenzione al sud “non solo per le grandi infrastrutture strategiche come quelle telematiche, idriche ed energetiche. Ma anche per la scuola” in linea quindi con la ridenominazione del piano europeo in “Next generation Ue”.

Scuola

Sul Sole24Ore un articolo dedica spazio alla ripartenza delle scuole a settembre. E stata data la fiducia al decreto scuola con 148 voti a favore contro i 77 contrari. Il comitato tecnico scientifico, intanto, ha definito le linee guida per la ripresa degli istituti, secondo le quali sarà previsto un metro di distanza in classe (nelle palestre saranno due metri), il pranzo sarà al sacco, l’obbligo delle mascherina dai sei anni in su e non si potrà accedere con la temperatura superiore a 37.5. Tra gli aspetti nuovi del decreto c’è quello che prevede un largo potere ai sindaci e ai presidenti di provincia in materia di edilizia scolastica. Nell’articolo si legge che “agiranno come commissari e potranno derogare al codice appalti per accelerare i lavori  in vista della riapertura di settembre”. Il decreto passa ora alla Camera per essere convertito al più presto in legge.

 

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Data pubblicazione: 
Venerdì, 29 Maggio, 2020 - 16:05