Rassegna Stampa #SmartItalia lezioni per il futuro dell' 08/07/2020
Cos’è
La Rassegna Stampa #SmartItalia legge tra le righe delle pagine dei giornali cercando elementi di cambiamento e nuove ipotesi per affacciarsi alla fase 2, arricchiti dall’esperienza maturata . Un nuovo modo di fare rassegna stampa intercettando alcuni spunti del cambiamento in atto.
PA e smart working
Su Conquiste del lavoro un articolo dedica spazio allo smart working e al piano annunciato dal Ministro per la PA Fabiana Dadone per “definire contrattualmente regole, vincoli e modalità di lavoro”. Saranno individuate “quelle attività che si possono svolgere da remoto e al loro interno si potrà organizzare lo smart working per almeno il 60% dei dipendenti” queste le parole del Ministro, che in riferimento ai concorsi per la PA, ha ricordato anche come “tutte le prove verranno svolte su supporto informatico” e come saranno introdotte “prove attitudinali trasversali” che possano fare capire “come ragiona una persona, che lavori ha svolto, come reagisce nelle situazioni di stress”. Quindi non solo valutazione delle competenze, ma anche della capacita di “essere elastico e smart”.
PA e semplificazione
“Nella PA la semplificazione sarà vera e profonda” queste le parole del Ministro per la PA Fabiana Dadone nell’intervista pubblicata oggi sulla Stampa. Il decreto semplificazioni mira ad una PA che garantisca “procedimenti snelli e tempi certi, una semplificazione vera e profonda fatta insieme a Regioni ed enti locali”. L’orientamento è, come lo stesso Ministro sottolinea, quello di proseguire nella “digitalizzazione delle procedure e dei servizi in modo da avvicinare i cittadini alla PA”. Il percorso per la semplificazione intrapreso prevede anche il rafforzamento del dialogo informatico tra le banche dati per rafforzare e rendere reale il “once oly”, il principio secondo il quale un certo dato viene chiesto dalla PA al cittadino una volta sola. Verrà anche estesa la modulistica standard e verranno eliminati “pareri e autorizzazioni inutili”.
Il Ministro sottolinea anche come il tempo dell’espletamento delle pratiche e dei servizi sarà un fattore importante poiché “misurare i tempi serve anche per concretizzare l’idea di una PA che lavora per obiettivi”. Ecco che “se un’amministrazione non risponde entro i termini non può più intervenire dopo e l’istanza si considera accettata”.
Su Avvenire si legge come con il decreto semplificazioni “abbiamo tolto il freno della burocrazia e spinto sull’acceleratore”. Il decreto semplificazioni prevede che i funzionari della PA si liberino della “paura della firma” tuttavia il reato di abuso di ufficio è stato riformato “ma non abolito” e che si dovrà rendere conto delle inerzie.
Su Repubblica un articolo sottolinea come dal primo marzo 2021 la “burocrazia ottocentesca” verrà definitivamente sostituita dal nuovo modello digitalizzato ed efficiente. Nell’articolo si sottolinea però che, in questi 200 giorni che ci separano da quella data, dovrà accadere molto poiché “oggi le pubbliche amministrazioni che consentono l’accesso ai servizi digitalmente sono circa quattromila su 23mila: una su sei. In attesa della pubblicazione del Decreto Semplificazioni sulla Gazzetta ufficiale nell’articolo ci si chiede che fine avrà fatto il “difensore civico” istituito per difendere il cittadino che non possa ottenere servizi digitalmente.
Sul Sole24Ore si legge che, in riferimento al Decreto Semplificazioni approvato salvo intese, toccherà all’App IO “tradurre in pratica l’addio alle file agli sportelli”. Sarà quindi compito delle pubbliche amministrazioni rendere disponibili sul cellulare “autocertificazioni, istanze, richieste e dichiarazioni”. Oltre alla prevista ristrutturazione del codice dell’amministrazione digitale e della legge 241 nell’articolo viene sottolineato come “le semplificazioni non si fanno in un giorno prima di tutto servirà un DPCM per stabilire criteri e misurazioni”.
Un articolo su Italia Oggi riporta i dati di una Indagine sulla maturità digitale dei comuni capoluogo il cui obiettivo è di misurare l’avanzamento della PA italiana nel suo percorso di innovazione, attraverso l’approfondita analisi qualitativa di un campione di 109 comuni capoluogo. Viene messo in luce come “la digitalizzazione oggi non è più un’esclusiva delle grandi città e delle regioni del nord ma coinvolge i centri più piccoli e le citta del Centro Sud”.
Scuola
Su Repubblica si legge come il Ministro per l’Istruzione Lucia Azzolina avrà affianco il Commissario Arcuri, cosi come indicato anche nel decreto Semplificazioni, con l’obiettivo di “saltare tutti i passaggi burocratici che non avrebbero consentito l’avvio della scuola a settembre”. Saranno quindi subito bandite le gare grazie alla struttura commissariale, soluzione presa anche su sollecitazione della Conferenza Stato Regioni e di Anci. Tra i provvedimenti in programma c’è l’acquisto di 2milioni di test sierologici da fare al personale scolastico, agli insegnanti e ai dipendenti comunali che lavorano nelle scuole dell’infanzia. Sarà inoltre necessario l’acquisto di mascherine, arredi scolastici, gel per la sicurezza degli studenti.